Posts Tagged “io”

queste ferie miù corte che nei miei desideri,
a tratti più belle di come speravo
imprevistamente emozionanti, emotivamente intense,
con un tema ricorrente: il ricollegarsi a un passato più o meno remoto, più o meno doloroso
proiettano desideri e piani nel futuro e luci sulle ombre del passato e non sempre quello che vedo mi piace.
dolori di vecchi e nuovi tradimenti, riesumazioni di vecchie cose mai sopite ma sempre braci sotto alla cenere.
groppi allo stomaco: notizie brutte di una lontana cugina 49enne morta lunedi per un tumore al seno degenerato velocemente in metastasi incurabili.
decisioni difficili e ormai irrimandabili da prendere, e preoccupazioni per il futuro vicino.

ecco queste ferie sono ormai una terapia collettiva, sommessa, che si alterna a questi panorami che mi danno una pace inaspettata

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- svegliarmi per la terza notte di seguito, dal caldo, e decidere che non posso più dormire con il piumone – nemmeno con la versione a mezza stagione
- cercare furiosamente un paio di scarpe o sandali bassi e rendersi conto che dopo due o tre estati di “birkenstock e basta” oltre alle suddette, che cadono a pezzi, ho solo sandali con la zeppa (più o meno alta) e un unico vecchio paio di sandali da frate (che mi sono messa ai piedi). urge a scelta: o lo scoppio definitivo dell’estate o l’acquisto di una ballerina traforata, o sandaletto basso
- ritornare in ufficio e decidere che la selva di cavi che mi impediscono di aprire gli sportelli dell’armadietto è insopportabile, e farli girare tutti dietro, messi bene (come ho fatto a sopportarla per un anno intero?) e che mi manca una ciotola vera dove mangiare l’insalata.

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vorrei che la vita fosse facile da sbaloccare, – lapsus o typo: volevo scrivere sbloccare -
come riprendere un cappellino all’uncinetto dal cesto del lavoro dopo mesi, e finirlo in due pomeriggi.
- voglio una vita da sbaloccare – e forse questa la capiamo in pochi.

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mi sono lasciata trovare da nuovi amici
viste ny e boston
imparati i rudimenti per la barca a vela
ho capito che potrei ancora innamorarmi
ho imparato che quanto arriva la tempesta, mi piego ma non mi spezzo e poi dopo mi rialzo
ri-trovati vecchi visi, ora devo solo coltivarli
imparato a usare la mia liscezza per farmi sciovolare addosso le cose che non mi piacciono, che non condivido, che non capisco e quelle che mi fanno male

propositi per il 2009:

+ barca a vela
+ visi che amo – senza di voi cosa sarei? -
+ “susan per susan”

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odio tornare, odio lasciare il calore di un sorriso, il calore di uno sguardo.
odio tornare e sapere che tanto era solo un battito di ciglia, un sorriso fugace, una parola per scherzo.
odio tornare e non poter più cercare i tuoi occhi
odio guardarmi intorno e vedere cose che mi danno una stretta allo stomaco
odio il desiderio di volerti annusare, toccare e non poterlo fare.

odio l’estate che finisce

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ieri sera a cena con il mio team di ggd preferito, si disquisiva di scelte
ci sono scelte che io non farei, le medesime che altri fanno senza battere ciglio: situazioni avventate che ai miei occhi sono solo foriere di tragici finali, di pericoli sentimentali e personali che io non avrei l’incoscenza di affrontare.
o forse l’incoscenza non è tale, è solo che qui ci si fa troppe seghe mentali , o forse ho preso musate cosi forti dove pareva non esserci pericolo che ora prendo le distanze.
forse voler capire le cose fino in fondo non serve a niente.
forse ha ragione chi decide sull’onda del momento, chi fa un figlio avendo un lavoro da cassiera sl supermercato, un marito senza lavoro fisso e un monolocale alle case popolari;

e se fosse meglio valutare meno bene i rischi e prendere piu decisioni senza fermarsi a sottolineare i problemi?, insomma ricordarsi che siamo solo degli animali che a volte pensano troppo….

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a casa, più o meno da una settimana, ci si organizza, si assorbe il colpo, ci si riposa, si reimpara da zero a nutrire la mamma, come lei ha imparato a nutrire me. e non è facile, e si cercano indicazioni, suggerimenti, si chiamano amici per avere consigli.
Friendfeed assorbe molte delle mie energie 2.0, se ancora non avete un account, fatevelo. è ancora piu’ droga di twitter.
Desideri e sensazioni viaggiano su due binari: il desiderio e il pratico.
ho una mail che non so se dovrei scrivere, ma che un po vorrei e un po mi dice, ma cosa cavolo gliene frega? ma poi alla fine lo sai che un po si, che qui orami si valutano i fatti e non le parole.
Temo che farà caldo ancora fino a quando non decideremo che forse possiamo fare qualche giorno al mare, e poi si scatenerà il diluvio costante ;) .
Ho voglia di riprendere a nuotare, che un po di muscoli allentai male non fanno, e anche di correre… eh si che ridere… ;)
Non sto leggendo niente, i libri di dazieri prendono polvere e un’altro della Vargas, prestito di un amico, che vagola dentro la borsa e fuori sul tavolo vicino al divano…..
Qui dopo tutto non si sta male, si aspetta che tornino pian piano le energie, e con 5 o 6 piccoli pasti al giorno la lavapiatti è l’elettrodomestico più usato.

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ieri sera la temperatura era 37, le hanno rimosso i punti, i dreanggi, il sondino nasogastrico e ieri anche l’accesso diretto in vena centrale.
Mangia la pastina, il purè e ieri sera la crescenza.  Il rilascio da questa prima parte è previsto in settimana.
Questa mattina ascolto Pryda, con le finestre spalancate, il sole e l’aria fresca che etrnano dalle finestre: provo a finire di pulire i mobili della cucina dentro e fuori, in modo da avere almeno una stanza pulita come se le pulizie di primavera fossero appena state fatte.
Il cane sta una meraviglia, ha ripreso a saltare sul mio letto – non lo faceva da almeno 6 mesi, il mio letto è un po alto.

Io non vedo l’ora si stare una settimana a casa a dormire con lei, senza fare avanti e indietro, smettere di puntare la sveglia tra le 6:00 e le 7:00.
Inizio a essere un po provata.
Ho una di quelle voglie di mare che mi servirebbero 15 giornidi spiaggia, magari in un’isola, per placarla.

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ho trovato un difetto del palm treo, o forse sono io che non ho trovato come fargli fare questa cosa: fare vibrare il palmare per la sveglia qualora me lo dovessi dimenticare senza suoneria – cosa che ultimamente capita spesso.
Stamattina ad esempio ale 7:10, 25 minuti dopo l’ora desiderata, mi sono svegliata chè pepe era intento alle pulizie generali a pochi cm dalle mie gambe e il letto si agitava.Il cane sottoposto a un tour del force che comprende:
- gocce nelle orecchie 2 volte al giorno
- pasticchina per il cuore
- pasticchina per il cortisolo, un giorno 2 , il giorno dopo 1, a ciclare
- collirio antibiotico 3 volte al giorno e crema la sera prima di nanna
stamattina al suo risveglo ha abbaiato e mi ha leccato i piedi, direi che sta molto meglio.

Il mio backup è diventata allora mamma che mi manda un sms per salutarmi e vedere se sono sveglia.
il refrai è che si deve avere pazienza, in effetti la signora inizia , giustamente essere un po scocciatiella, a parte il freddo di queste notti milanesi – 14 gradi – le cose – dita mega incrociate – paiono seguire un decorso tranquillo.

Milano in estate è veramente bella, dicono che oggi tornano alcune migliaia di milanesi, spero di non accorgerneme. in compenso di quelli rimasti almeno uno veramente figo c’è e l’ho incontrato, la sera del 15 agosto verso le 19:30, facevamo la spesa guardandoci al gs di piazza principessa clotilde.

Qualcuno mi insegna come si attacca bottone al sueprmercato?

;)

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ci sono dei momenti nella vita, in cui mi si sono imposti dei reset.
mi hanno obbligato a capire come potevo reagire, e hanno dato la possibilità a chi mi stava vicino di farmi capire che c’era.
esserci e il modo cui cui esercitare questa facoltà pare essere il grande tema di questa primavera estate, con squonk se ne parla anche in sms.
l’Esserci è una capacita che si esercita, che si impara, che si esperisce non tanto perche siamo dei muri di marmo, ma quanto perchè vogliamo esercitarcia essere migliori per coloro che ci stanno a cuore, e ci stanno vicino.

qui ci infilerei una annotazione mentale sui peccati di omissione.
io non sono molto cattolica, ma l’omissione è spesso un peccato di pigrizia dietro cui ci nascondiamo adducendo scuse del tipo: non sono il tipo, non è nelle mie corde, non me la sento.
credete forse che gli altri se la sentano? o forse gli altri si fanno nemmeno coraggio: semplicemente non si mettono a pensare cosa è o non è nelle loro corde, fanno semplicemente quello che è giusto in un momento per far capire che ci sono.

questo per dire buffamente ch quando la vita mi si resetta davanti, penso poco e faccio solo quello che si deve fare……

ps , se questo post ti urta, forse tocca un tasto dolente.

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stavo uscendo per portare giu il cane, in questa grigia e fresca mattina di agosto, quando serena ha postato questo e ho cosi potuto leggere l’articolo della stampa, riporto sotto un paio di passaggi che paiono raccontare IMHO la vita, quello che ci capita e come possiamo scegliere di affrontarla, o almeno come io scelgo.

«L’importante non è portare i colpi, ma reagire a quelli che si ricevono»
Ma ciò che distingue anche il meno atletico degli umani da una patata lessa è sempre la capacità di rimontare. Di adattarsi ai colpi della vita

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poteva andare molto peggio.
l’adenocarcinoma era più compatto di quanto la tac facesse pensare, ma pur sempre non una passeggiata.
ieri mattina mamma mi ha rubato la settimana enigmistica dalle mani.
ieri sera aveva la febbre, stamattina era già più annoiata, e la vicina di stanza non aiuta, soffre e si lamenta, una 75enne parecchio difficile.
stamattina l’hanno messa seduta.
io sono tutta casa e ospedale: apro una call per le cene della prossima settimana: qualcuno che mi vuole fare compagnia per cena settimana prossima? mandatemi una mail, o un sms, o lasciate un commento. grazie.

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aSuzymmetrica

Questo il secondo taglio che mi faccio fare da Cinzia, al jacques dessange di via domodossola.
Il buffo è che io arrivo e le dico cosa voglio, lei mi guarda sguincia, mi ascolta, sorride, poi annuisce.
Ha capito che i miei capelli lisci e fini vanno assecondati, e che lo sfilato sulle guance non è nelle mie corde.
Alla fine sorride compiaciuta di un taglio fuori catalogo e fuori dall’ordinario, ma nemmeno troppo strano.

Ci vediamo domani sera alla terza Girl Geek Dinner

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credo di non aver capito una cosa – forse no ho capito un cavolo ed era come un sufflè con un colpo di freddo -
ma se non lo era allora credo di avere fatto una cazzata
credo anche di dovere delle scuse a qualcuno, o qualcosa del genere
ma è che non posso dirglielo, chè penso potrebbe non avere voglia di parlarmi e io di sicuro non ho voglia di ammorbarlo appiccicosamente

fatto sta che mi sento stupida, pirla e parecchio deficente.
facciamo che me ne vado a letto, chiudo gli occhi e continuo a darmi della scema.

non importa se non avete capito niente. non ho capito niente neanche io.

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l’aprile di cui al nome del mio blog quest’anno è iniziato il lunedi prima di pasqua.

cioè il 17 marzo, da quel giorno la gente è isterica, nervosa, ha fretta, gode nello spalare addosso a chi gli sta attorno il più alto numero di cose da fare. non ho la spiegazione, forse bisognerebbe chiederla alla astrologa o similare.
ho anche tirato sassi contro la porta dello spazio tempo, e si, si è aperta. ma quando si apre una porta cosi grande poi è difficile regolare cosa la potrà attraversare.

Stamattina sul metrò ho incrociato uno sguardo che non vedevo da una 10ina di anni. stomaco aggrovigliato: anni di estrema vicinanza liquidati con un sorriso, un ciao e due teste che si girano dalla parte opposta.

Ora mi acquatto qui in un angolo riparato: domani mattina estraggo dal cilindro mia cugina Manuela, che non vedo dal funerale di Aurora e poi domenica mi metto li con il chiavistello e provo a richiudere tutto.

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