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e così che succedono le cose: tra la depressione per l’inaspettato licenziamento per riduzione del personale e sette mesi di sussidio di disoccupazione.

succede così che ti ritrovi ad accettare un lavoro che ti porterà parecchio lontano da quella che tu hai sempre considerato la tua Casa, dalla città che pensavi “non potrei mai vivere senza”; quella città che ha una densità di cose da fare altissima, e che ti da il respiro di una città europea [Roma ha il respiro più ampio di una metropoli multi etnica che milano si sogna, ma ne parliamo un'altra volta].
e così dopo 3 mesi di aerei roma-rimini-roma-milano-roma una tessera mille miglia che va lentamente gonfiandosi di punti, note spese lunghissime, mi rendo conto che di milano in vero mi manca poco:
amici e mamma che ci vivono, ristoranti giapponesi, negozi dove trovare una scelta sovrabbondante di ogni cosa – ed è un bene perchè io non sono una consumatrice main stream, quindi ho bisogno di grossi assortimenti per trovare quello che mi piace: questo l’ho scoperto al dì per dì di montalto di castro, chè lo scaffale delle creme idratanti per il corpo mostra solo due due creme nivea in bottiglia, due in barattolo, due dove in bottiglia piu una in barattolo e forse un olio di mandorle, poi ho finito per prendere la nivea soft, ma questa è un’altra cosa: io ho bisogno di scelta, e soprattutto ho bisono di non dovere guidare per 30 km per vedere un supermercato degno di questo nome – in questo caso la coop di tarquinia , ma so divagando.
non mi manca la fretta dannata, l’ansia da metro’ treno, traffico;
non mi manca l’accento milanese, il bergamasco, il bresciano – essere stata in fila a bellaria dal pasticcere tra due mamme della bassa bresciana mi ha fatto capire quanto orrore si celi dietro quegli accenti, orrore estetico.
certo se mi lasciate parlare con Daniela poi mi trovate con un certo accento montaltese, un po viterbese, un po laziale che magari non vi aspettate, ma è molto piu caldo del bergamasco.
non mi manca questa perversione per cui si debba sempre stare in ufficio fino a tardi pur avendo una vita da vivere [e lo scrivo dal cantiere alle 19:14 di sera, avendo un puntello in un altro cantiere domani mattina alle 8:00].

sono contenta di sapere che dove mi mettono posso stare – con un po di limitazioni – ecco tipo un supermercato di ampiezza decente e persone che hanno tempo e voglia di aprirsi e parlare, in fondo Montalto di Castro o Londra con l’abisso che le separa, io posso stare bene sia qui che lì. anche se come disse una volta, qualche anno fa un amico : “tu sei una metropolitana”, si e anche un po “voglina” ho bisogno di scelta; anche se in realtà ho bisogno di molto poco.

un esempio? da giugno il mio guardaroba sta in due cassetti di un cassettone piu’ tre camicette di lino e due felpe (di massimiliano) un paio di sandali, uno di infradito, un paio di scarpe chiuse, uno zaino per viaggiare e una borsa di stoffa.

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sono 369 e continuiamo a contare

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ieri mattina stavo guidando dall’aeroporto di fiumicino a Montalto di Castro, e ho fatto il viaggio in compagnia di Claudia de Lillo, è stato bello sentire i suoi racconti di adesso che è in america, di come la spaventano le mamme americane, la sua stessa voce calma della presentazione del libro di anno scorso a santarcangelo di romagna, dove raccontava la voglia di un terzo hobbit.

ho sorriso molto durante il viaggio.

che io fossi in italia e lei in onda su radio due era solo un caso, perchè mi ha fatto veramente l’effetto di averla lì accanto a me sul sedile in macchina.
oltre a farmi rendere conto che questo largo giro di conoscenti che nascono dai blog e dalle girl geek dinners e dalle presentazioni dei libri racchiude persone molto belle che per un motivo o per l’altro non sono ancora riuscita a conoscere bene, ma che mi fa piacere avere sfiorato per pochi minuti.

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negli ultimi mesi sono successe tantissime cose: da dove ricomincio?

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il set delle foto su flickr è QUI

sotto una piccola anticipazione : Sam che ride :)

Sam

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ho dedicato il sabato mattina a un po di riposo e a una colazione sana, gentilmente fornita dalla linea basic dei cereali di Waitrose,  fatta una micro spesa da Sainsbury’s:  una zuppa fresca pronta di porri e patate, una macedonia di ananas e chocolate cookies ho passato il resto della mattina a spippolare sul vecchio mac.

il giro del pomeriggio ci ha portati da notting hill gate a paddington a piedi lasciandoci velocemente alle spalle il casino di persone che andavano in portobello per il mercato, e rifacendoci gli occhi dalle parti di Toast – molto bello il negozio, ma il sito è molto molto piu ricco – e per il resto di Westbourne grove che mi è piaciuta molto per la quasi totale assenza di catene internazionali e una immancabile visita da Paperchase
in metrò fino a Regent’s Park e di nuovo on foot giù per Marylebone High Street a visitare il Conran Shop :)

ritemprante pausa caffè da The Natural Kitchen (dove hanno anche una selezione di Tartas de Aceite ^_^ ) con un cappuccino e un muffin al cioccolato.

ulteriore sforzo podistico ;) per arrivare in Oxford street e cercare il reparto design nordico da Selfridge’s e finire col cenare in un minuscolo ma OTTIMO ristorante vietnamita Viet-Pho
(abbiate ancora la pazienza di aspettare qualche giorno che sto elaborando un post completo sui ristoranti di questo giro, ne vale la pena)

ripasseggiata post cena per il westend e spiaggiamento a casa meritatissimo

cartolerie

il bottino di paperchase (post it e adesivi), Conran (la wish list per natale) e Selfridge’s (librettino rosso)

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cose varie ed eventuali che mi sono saltate agli occhi in questi 6 giorni di Londra:

- working women con scarpe rosse: ballerine e tacchi piu o meno alti portate con il dress code da ufficio e le calze nere coprenti o grigie;
- molte più giovanissime con la testa coperta dal velo, in giro per la strada o per i centri commerciali con amici e amiche (Ezio mi dice che è un segno di maggiore libertà di scelta e che lo fanno perchè non si vergognano più. Questo mi da da pensare, in effetti la libertà delle donne si rispetta anche nel lasciare che facciano ciò che si sentono purchè possano scegliere in libertà)
- ho visto più coppie gay di ogni taglia colore  e mescolanza , inclusi due adorabili che si salutavano con gioia e immensi baci alla stazione di victoria , di quei baci che ti fanno venire voglia di baciare qualcuno, intendo :)
- MINIabiti e MINImaglioni su gambe di ogni forma e taglia con solo le calze coprenti o no
- il totale silenzio sui treni dei pendolari alle 17:30 come a dire: ho avuto una giornata pesante ora mi leggo un giornale e decomprimo; e le chiacchere ridanciane e alticcie verso le 24 del venerdi sera con urletti e chiacchere con gli sconosciuti: “La mia amica mi ha detto che assomiglio a una iguana, tu sai che animale è?”
- pochissimi turisti italiani e alcuni italiani che vivono e lavorano lì , tipo in pausa sigaretta fuori da una piccola tv.
- pochi ombrelli quando piove e molti impermeabili
- abbigliamento sempre piu disparato nella stessa giornata si incontrano personaggi in maglietta, maglione, cappotto, donne coi sandali e senza calze a 2 gradi sopra zero e immancabili finti e veri huggs a +10

me ne sono dimenticata uno, che indica imho come vive la gente qui, molti i 30-40enni uomini e donne con lo zaino, non uno zainetto piccolo, ma uno zaino medio, con il portatile e tutto quello che serve per stare fuori casa dalle 7 della mattina fino a dopo la cena in giro con gli amici: londra è una metropoli estesa 6 volte circa milano e con un sistema di mezzi pubblici molto efficente dove si esce la mattina e si ritorna a casa spesso tardi la sera e molta vita sta in quello zaino

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il mio primo post su Girl Geek Life, ovvero io e il mio htc magic

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Primo giorno a Londra dedicato allo shopping, ai saldi. Ezio mi consiglia di andare a vedere questo nuovo centro commerciale a Shepherds Bush: “se devi andare da gap e uniqlo vai li che li trovi tutti e due” .
Quindi la mattina dopo, sotto una pioggerellina che pare avere voglia di diventare neve bagnata, mi esibisco in uno dei miei numeri londinesi migliori “prendere al volo il treno che credevi giusto e invece e’ sbagliato” coadiuvata anche dalla mancanza di senso della direzione (del tipo, ma da che parte vanno i treni che vanno a Londra?).
Salgo di corsa sul treno sbagliato e dopo 5 secondi dalla partenza passa il controllore a cui dico che sono salita al volo sul treno sbagliato e che si, ho il biglietto facendogli vedere la mia Oyster Card nuova di zecca {riuscira’ mai la ragazza del negozio che me l’ha venduta a ricopiare bene i dati del foglio di adesione?}
Il controllore gentilissimo mi dice che posso scendere alla prima fermata e prendere un treno che mi riporti alla mia destinazione. Con una fortuna per lo meno sfacciata scendo a Redhill, cambio binario e arriva un treno per London Bridge fara’ tutte le fermate, ma considerato che qui pare nevicare con piu decisione, l’idea di stare seduta al caldino non mi dispiace per nulla.

Dopo questo simpatico detour e un paio di metropolitane arrivo alla rinnovata stazione della metropolitana di Shepherds Bush esco dalla parte giusta e alla mia sinistra vedo uno spigolo del centro commerciale  piu’ grande in cui io abbia mai messo piede: Westfield London Shopping Centre : fatevi un giro nel sito, e credete che tutto quello che vi raccontano e’ immenso, ho avuto la sensazione che camminarlo tutto sia al primo che al secondo piano risultasse una passeggiata tanto quanta quella in oxford street.

La ritemprante pausa pranzo e’ stata una saporitissima pausa da Pho – era cosi tanto che non mangiavo viet che mi e sembrata molto buona {vietnamese spring rolls e pho chi}.

Non contenta verso le 4 del pomeriggio convinta che sia cosa brutta tornare a casa presto mi dirigo verso regent’s street dove c’e’ Banana Republic {che saldava magliette a 9,99 sterline} e scopro che pochi passi piu giu’ ha aperto il primo negozio inglese di Anthropologie – love – tra una cosa e l’altra mi sono ritrovata a casa solo dopo le 18, stanca morta.
Per compensare la cena e’ stata una specie di via di mezzo tra la merenda e la cena: qui una foto e come sfondo i danni del giorno. :) a letto alle 21:30 dopo aver spaccato gli occhiali da vista ora ho una lente in mille pezzi. :(

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Sarei dovuta partire per Londra nei giorni del Big Freeze , ma 40 cm di neve caduti a Gatwick il 6 hanno causato il rinvio dei voli sia il 6 che il 7 gennaio scorso.

L’unica misera consolazione e’ stato questo “quando nevica in uk” molto molto divertente e parzialmente consolatorio, vista la neve e l’impossibilita’ di godermi Londra assieme a Sonia ho rimandato il viaggio di X giorni in avanti sperando che non nevicasse piu’. E per fortuna cosi’ e’ stato.

Martedi mattina a Linate ha nevicato a sprazzi ieri nevicava a sprazzi a sud di londra; quindi mettiamoci l-anima in pace e rendiamoci conto che e’ fine gennaio e che se non e’ inverno adesso non lo sara’ mai piu’.

Martedi’ viaggio, arrivo in treno e prima commissione per mamma. Cena da Wagamama. il clima e’ freddino ma in modo londinese , niente minime sotto allo zero.

:) ci sentiamo presto.

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Per le foto potete iniziare da qui “HAITI 48 HOURS LATER” (grazie a massimo mantellini)

Le news terrificanti e molto aggiornate da Al Jazeera International, il loro reporter è arrivato sull’isola con il secondo aereo atterrato a Port Au Prince.
Aggiornatissime queste due  liste di twitter:  @cnnbrk/haiti e @CNN/haiti-boots-on-ground (grazie a marta cagnola)

a BBCNews uno dei coordinatori per l’emergenza del terremoto in pakistan si raccomandava di INVIARE DENARO – in modo da evitare trasporti lunghi e costosi di merci e per dare l’opportunità di approvvigionarsi di cibo nelle zone vicine, che è anche un ottimo modo per sostenere l’economia del paese disastrato oltre che per avere approvvigionamenti a prezzi bassi – con 10 STERLINE si comperano 57 kit di pronto soccorso e con 50 STERLINE 15 giorni di cibo per una famiglia.

Donare, anche poco:

Al CESVI – avevano gia una missione in luogo e sul blog del loro sito c’è gia il punto della situazione di cosa stanno affrontando.

A Save the children italia23 membri del loro staff sono attualmente ancora non raggiunti telefonicamente mentre il resto dell’equipe è al lavoro

World Food Programme – spiega in 10 punti la situazione di Haiti già molto critica prima del sisma

Medici Senza Frontiere – per l’assistenza sanitaria immediata e per la ricostruzione dell’ospedale che è stato completamente distrutto dal sisma

questi sono i primi che mi sono venuti in mente: mettiamo mano alla carta di credito.

ora.

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Prova di primo post
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come ogni natale c’è il Post Sotto L’Albero messo assieme come sempre dal Sir; a milano c’è stata la neve e i treni incasinati e il freddo e il raffreddore e la tosse e tutte quelle cose lì, ma mi sto curando. 
e avrei un po di cose da scrivere ma non mi viene piu di aprire questo coso così tanto che mi dimentico la passwd.

voglio solo dirvi che qui “tutto bene” + o -

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due giorni fa 1 dicembre 2009 ho ricevuto una lettera dell’inps di milano che mi dice: la variazione da lei richiesta deve essere richiesta all’uffcio di reggio emilia, poiche l’azienda è di loro competenza, abbiamo provveduto a inoltrare la richiesta.

un bel punto di domanda ci si è stampato in faccia, poi alla parola reggio emilia, mi è enuto in mente l’ente con cui ho fatto un corso di formazione tra il 2000 e il 2001, mamma è andata a recuperare la mia cartelletta dall’archivio e ha trovato che nel 2003 aveva una lettera all’inps di milano per chiedere una variazione su in incartamento che mi riguarda.

certo che se la lettera dell’inps fosse stata strutturata tipo così:
– a riguardo della vostra comunicazione del – inserire data –
– riguardante – blah blah blah -
– abbiamo provveduto a – blah blah blah -

così, per gentilezza, senza contare che io magari dal 2003 potrei anche : essere morta, aver cambiato casa, o sesso, o chissa cosa altro.

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Sono a Siviglia, ospite della cara Anna il programma per il pomeriggio – fino a domenica, invero – è denso : andremo all’ Evento Blog Espana
E dopo tanti barcamp devo dire che una “cosa” blogger con 1400 accreditati be’ non l’avevo ancora vista.
Meditate Blogger italiani, meditate.

Qui trovate il set di flickr delle foto di Siviglia.

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