Posts Tagged “milano”
Posted by: pm10 in vita, tags: iwordcamp, milano
la settimana è stata di super lavoro, iniziata tornando da matera, finita tra giornate lunghe un paio di aperitivi molto alcolici e ieri un salto all’IWORDCAMP :
Questa foto di flod rende benissimo l’idea del mio grado di stanchezza.
Ottima la location, solita bella cricca di persone interessanti più un manipolo di GirlsGeek - in una foto di Matt Mullenweg [il signor Wordpress].
Foto: LaPaoly mi ha concesso di usare la sua canon QUI il risultato.
A Mio giudizio e anche di Flod la mia foto piu’ bella la trovate qui: tra gli scatti di Matt - Thank you Matt!!
Vi lascio con una immagine che idealmente è un filo rosso dal materacamp: nelle note troverete un indizio per i suggerimenti di restyling datimi da SuzukiMaruti … seguite le note di foto in foto

foto di Flod
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i miei più sinceri ringraziamenti a:
Sara Rosso, Sara Maternini, Bruna Gardella, Lisa Morris e Luigina Foggetti; lavorare con loro è stato puro piacere.
Francesca Cavecchia, Paola Tacconi ed Elena Trombetta erano lo staff aggiunto al backstage della serata. Loro la puntuale collaborazione operativa tra registrazioni, gadgets e il resto.
Grazie a chi è stato presente, alle relatrici che mi sono piaciute moltissimo, a chi ha scattato foto, a chi ne ha scritto dopo 1 e 2.
di cuore, ancora grazie.
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: milano
Fin dal suo esordio il passante ferroviario aveva un plus che la metropolitana si sognava: la copertura di campo telefonico non solo nelle stazioni ma anche in galleria.
All’inizio c’erano delle cadute, ma poi il campo migliorato. Può sembrare una velleità inutile, ma considerato che chi viaggia sul passante trascorre in sotterranea una 30ina di minuti al giorno, e vista la frequenza con cui vengono soppressi i treni e annunciati i ritardi aveva la possibilità di telefonare era cosa utile.
Da prima di natale il campo dell’operatore TIm non è piu’ disponibile. Dice la Gioia che va a giorni, io non sono più riuscita a vedere nemmeno una mezza tacca di segnale.
LaPupa inoltre segnala che in metropolitana c’è campo.
Avranno mica preso i ripetitori del passante e li avranno installati in metropolitana?
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: milano, neve
Questo è il panorama che ho trovato tornando a casa questa sera.
A Milano alle 19:30 non aveva ancora attaccato, qui alle 20:00 sotto i piedi erano due cm e scrocchiava


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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: milano
Oggi a Milano è entrato in vigore l’ecopass
Imho, è un placebo costoso e inutile. lo scopo è di diminuire del 10% il traffico dentro la cerchia dei bastioni e del 30% l’inquinamento. Obiettivi poco ambiziosi e inutili per segnare in modo positivo la vita dei cittadini.
Milano è una citta poco estesa, e molto concentrata, la cerchia dei bastioni non è enorme.
Si ispira più o meno direttamente alla congestino Charge londinese - qui il report degli effetti dopo 4 anni di applicazione.
Quella londinese è una realtà parecchio indagata e interessanti saggi di studi universitari sono disponibili in rete:
- “London congestion pricing. Implication for other cities” del Victoria Transport Policy Institute ;
- “The impact of congestion chargin on vehicle emission in London” dell’ Environmental Research Group del King’s College di Londra
(more…)
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: gente strana, milano, stati di grazia
- ho cononosciuto Annika che scrive di ***SPOILER SPOILER*** nel post sotto l’albero - anche lei romagnola, saraà una coincidenza?
- Auro mi ha fatto delle foto molto belle, di cui una con il sir
- Ho finalmente conosciuto Ubu
l’abbraccione alla Abi, le chiacchere con Lellina, io e il Vanz che proviamo a convincere il Sir che "Tumblr è bello" - una cosa che ti diverte e ti innamora come una persona che ti piace tanto, ma che è piena di difetti -[ e ti frega ]; io e il Confuso abbiamo invano provato a convincere il sir a usare twitter.
ecco che io "evangelizzi" su twitter e tumblr credo la dica lunga ….. 
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: milano
milano è ormai una città sull’orlo di una crisi di nervi collettiva
treni che arrivano cosi in ritardo da non poter essere disponibili quando servono: mantra corrispondente:
mancanza di materiale corrispondente, una volta, ora soppressione dura e pura.
automobili che non danno la precedenza ai tram agli incroci, automobilisti che passano contromano e si ritrovano muso a muso con il tram medesimo: mantra corrispondente:
il tram è grosso , il tram non si sposta, il tram ha sempre ragione.
gente intrappolata a caso: nel traffico, alla fermata del metrò, del bus, sulle strisce pedonali in attesa di attraversare, velocità media di crociera: piu’ alta a piedi che sui mezzi di trasporto, fanno eccezione la bicicletta e il motorino.
non vedo l’ora che arrivi venerdi.
PS: ieri una commessa di intimissimi a cui ho chiesto un articolo mi fa:
"noi non lo abbiamo: lo ha visto piu’ avanti da calzedonia".
peccato che calzedonia non faccia intimo da uomo, e i parigamba piu’ belli dell’universo li avevo visti lì da loro, dopo ci sono tornata , ma non avevano la taglia.
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: architettura, milano
l’architettura contemporanea a Milano la vorrei sempre cosi.
decostruita, colorata, coi volumi aggettanti, le balaustre leggere: navali, che ti guarda con la voglia di giocare,
e che ti faccia venire voglia di stare 10 minuti con il naso in aria a capire come è fatta,
dove vanno i volumi e i vuoti
e poi lasciarti li a morire di invida per quel cubo colorato in mezzo al salotto,
dove ti viene voglia di piazzrci dentro il letto a immaginare come deve essere alzarsi tutte le mattine con il sole che ti entra a strapoimbo sul viso.
edificio di via doberdò - architetti Arkpabi
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sottotitolo: gli italiani, popolo di austeri conservatori resistenti al cambiamento
Ringrazio Antonio:
"A prescindere dalle mie opinioni circa l’intoccabilità delle città moderne, o delle sue intoccabilissime skyline (che io invece vorrei fossero invece più maltrattate, con coraggio e creatività ovviamente)"
e Sergio per le sollecitazioni intellettuali che mi hanno spinto a scrivere questo post.
Renzo Piano Building Workshop ha progettato per Torino un grattacielo per Intesa - San Paolo
Nella foto soprastante la skyline ipotizzata dal comitato - ovviamente - contrario a questo edificio, corretta successivamente dall’architetto con la linea piu’ chiara e la giusta proporzione prospettica.
PREMESSA STORICA E IDEOLOGICA:
Le grandi città italiane sono città di fondazione, e hanno quindi radici storico urbanistiche che si perdono nella notte dei tempi.
Torino in particolare ha tuttora perfettamente integro il nucleo storico - la parte coi quartieri a scacchiera. Questo nuclero storico è omogeneo per altezza e per coerenza stilistica e storica.
Ciò crea un’immagine sedimentata nell’incoscio collettivo di tutti i torinesi che davanti all’idea di una mutazione contemporanea dello skyline stesso si ribellano.
Bisogna inoltre ricordare due diffusissimi principi che hanno guidato i regolamenti di decoro edilizio delle città italiane prima e i piani regolatori dopo :
- la coerenza della linea di gronda - cioè la regola che tutti gli edifici di una strada devono essere alti uguali alla grondaia
- la regola esercitata negli uffici tecnici che in pratica vieta di giustapporre un edificio troppo moderno a un edificio antico, nel rispetto della coerenza stilistica
Tutto questo ha radici profondissime in alcune teorie compositive seguite da molti architetti italiani per cui la coerenze e il rispetto del preesistente è fondamentale (io stessa ho avuto, per pochi mesi un professore di composizione architettonica che voleva che progettassimo un colonnato in una porzione di milano - per il motivo inoppugnabile che li era gia sorto un colonnato in epoca romana); sommata a una altra idea radicatissima nel pensiero italiano per cui la conservazione del patrimonio storico passa per il congelamento assoluto di tutto il preesistente: cioè il delirio della conservazione a tutti i costi - anche economici - questi motivi portano alla paralisi creativa di una nazione che è costretta continuamente a confrontarsi con il preesistente seguendo la regola dell’armonia.
La somma di questi due principi porta di fatto all’impossibilita’ di costruire per giustapposizione e contrasto di fianco a un edificio storico
Ho trovato questa foto molto bella della di una parte dello skyline di milano su flickr,
scattata da DAVEO MCG
mi sono presa la libertà di annotarla, in questa foto si riconsoconoda sinistra verso destra:
la torre branca alta 98 metri; il Portello Fiera Milano - Arch Bellini associati ; L’ antenna rai circa 100 metri e il palazzo Ina casa Piero Bottoni.
Emergono chiaramene dall’altezza media del resto della città e si definiscono come punti chiari della città, caratterizzandola.
Street line come questa in italia sarebbero impossibili:
Questo è l’edificio di Santa Monica disegnato da Frank Gehry con Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen
Dove voglio andare a parare?
Sull’inerzia e la vecchiaia dell’architettura italiana?, non solo,
Sul fatto che tutta questa tensione al passato ci impedisce di avere città più efficenti?anche.
Guardiamo lo skyline di una città che non ha paura del cambiamento, e che e’ stata sventrata dal Grande incendio del 1666 - Foto di Ana Gasston:
LONDRA : sotto cui vale assolutamente la pena ricordare che durante la fase progettuale del The Swiss Re Tower - familiarmente chiamato da tutti The Gerkin, lo strabiliato ed esterrefatto staff di sir Norman Foster si vide chiedere di alzare di una decina di piani l’edificio che sarebbe cosi stato piu’ in armonia con la skyline esistente.
Tutta questa lunga filippica per dire che non si deve avere paura di essere nel 2000 e di costruire come se fossimo in questo secolo, e che una torre a Torino è solo segno di radicamento nel comtemporaneo e
che l’unica via alla contemporaneità è ricostruirsi regole e stili partendo dal qui e ora, come spiegava Francois Lyotard ne "Il post moderno spiegato ai bambini"
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: amicizia, emozioni, milano
- trucco : leggero come al solito
- parrucco: tagliata frangia in settimana
- Restauro : eseguito - viso, ok; mani , ok ; piedi , ok; cerettE, ok;
- Vestito : gonna con sottogonna di taffetà verde ,
top di shantug giallo virato al verde - più bello a vedersi che a raccontarsi
- Profumo : indecisa tra due, decido all’ultimo momento
- Scarpe : Ballerine di vernice per arrivare , Sandali di vernice nera per festeggiare.
tutto programmato, perfetto, ora mi sbatto sotto alla doccia calda e metto in atto questo piano criminale.
ehm manca ancora un dettaglio di non poca importanza: non ho ancora deciso dove parcheggio l’auto.
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: io, milano
VENERDI SERA 21 SETTEMBRE: Hangar Bicocca ore 23
ARMONICHE VISIVE
Variazione n. 1
Video di Alina Marazzi
Sound di Claudio Coccoluto, Saturnino
ingressi € 10 Acquista ora
Tre prestigiosi artisti s’incontrano per realizzare un progetto per il festival MITO SettembreMusica. Una performance multimediale che unisce la raffinata intensità di Alina Marazzi e l’energia travolgente di Coccoluto e Saturnino: un crossover di linguaggi tra atmosfere vintage e sperimentazioni digitali.
Coproduzione
MITO SettembreMusica - Uovo Performing Arts - Con il sostegno di Pirelli Re - In collaborazione con Mir Cinematografica
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: architettura, milano
l’allestimento estivo di palazzo reale è a dir poco profondamente fastidioso.
Palazzo reale in sè è una vera chicca: sempre chiuso a metà, sempre in restauro, gli assessori alla cultura dopo Philippe Daverio sono stati tutti meritevoli di calci, e vittorio sgarbi non si è dimostrato da meno.
La fila a metà piazza era ovvia e normale, il 98% dei partecipanti dovevano vedere Botero , io ero nel resto del mondo che desideravano vedere Giò Ponti Designer.
Il biglietto e’ cumulativo, e lo è anche la visione:
sono stati praticamente creati dei percorsi obbligati, per cui prima vi DEVE vedere la mostra ARTE ITALIANA 1968-2007, di seguito si deve obbligatoriamente passare attraverso le sale in cui e’ allestita la mostra di MARIO CAVAGLIERI, e solo doposi arriva in due misere stanze della mostra di GIO’ PONTI.
Da architetto avrei preso a ceffoni l’allestitore, da fruitore di opere d’arte sono stata cosi indisposta e indispettita che quando sono arrivata a vedere la parte che mi interessava ancora un po uscivo correndo.
c’è da dire che vista la mole dell’opera complessiva di Ponti hanno fatto un lavoro scarso e banalizzante.
VITTORIO SGARBI: VOTO 0
e poi ci sono state marette e lamentele che l’arte a milano non decollava. gia tanto che non si sia affossata completamente.
di seguito pochi, ma apprezzbili link ove potete vedere alcune sue opere : - Diamanti - Gio Ponti e Lisa -
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una mia foto dell’università milano bicocca è stata pubblicata nella Schmap Milan Third Edition 
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Posted by: pm10 in Uncategorized, tags: io, milano, scemenze
sto stirando.
ieri il rientro e’ filato liscissimo. giusto il tempo di scaricare le valigie e uscire per andare a comperare del cibo al supermercato che ha iniziato a piovermi sulla testa.
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