Archive for the “vita” Category

Daria Bignardi parla di terzo incomodo . Credo che la via sia prendersi un iphone a nostra volta - ho avuto morosi hackers che si scocciavano se stavo al pc piu di loro - oppure lasciarli nel loro brodo e procurarci diversivi. Quali diversivi? qualsiasi, la canasta, il pettegolezzo, il cinema francese, lo shopping con la sua carta di credito, ricominciare infinite jest sul comodino da estate scorsa, il benzinaio, il bagnino, il barista della spiaggia.
Assoldare un nuvola che provochi un temporale sulla antenna cellulare più vicina e sperare che arrivi prestissimo la prima bolletta :)

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è un periodo di grande lavoro, che si sovrappone con progetti personali e professionali che verranno attuati dall’autunno.
è un periodo anche di grande stanchezza che fa sì che mi dimentichi cose che non sono state segnate in agenda, sabato scorso mi sono completamente dimenticata dello stitch and bitch. stanchezza che mi ha fatto prendere biglietti aerei un giorno prima del dovuto cosa che mi impedirà di essere al MOCA :(, ma che mi darà la possibilità di tornare a londra, dove manco da più di un anno.

e vivo la sensazione di voler dormire per 10 giorni di fila e allo stesso tempo scalpito perche ho 100 mila cose che voglio fare e  un tot di persone che ho una gran voglia di rivedere.

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li voglio vedere i giornalisti, se mai servirà, dire: “lo aveva scritto sul blog”, quando arriveranno qui a cercare di scavare nel toribido della vita, o cercheranno le foto su facebook.

ecco se mai io dovessi trovarmi nelle condizioni di  Eluana Englaro, io esigo che venga sospesa la somministrazione di acqua, cibo, sostentamento, staccato il respiratore, insomma io voglio che mi si lasci morire in pace, e che venga sospeso l’accanimento terapeutico .

è chiaro?. a Eluana, un bacio.

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zone alarm e un fix di sicurezza di microsoft impediscono al pc di navigare
su uno dei miei pc di sicuro succede. adesso l’ho rimesso a posto.

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le ginocchia un po scorticate, e un polpastrello con una vescica scoppiata: la prossima volta mi servono i guantini. visto che già so che ci sarà una prossima volta: devo ritirare ancora 2/5 del mio regalo di compleanno.

la chiave dell’auto bagnata in tuga ecco questa non l’avevo preventivato, come dover prendere il taxi ieri sera per tornare a casa.

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compio gli anni.

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a pagina 308:

“E’ significativo che le donne scelte per l’accusa di stregoneria nel New England avessero una caratteristica ben definita.
In precedenza, in europa, le donne accusate di stregnoneria tendevano ad essere povere paesane, facili pari espiaroti perchè prive di risorse, e di solito accusate di perpetrare atti a danno dei loro vicini di casa. Nella sua analisi pionieristica del 1987 sui dati demografici delle streghe di Salem, The devil in the shape of a woman, la storica Carol Karlsen scoprì che per il cosidetto gruppo di streghe di Salem era vero il contrario. Molti dei membri sospettati provenivano da classi sociali medie e alte. Anche quando non erano benestanti, quelle donne sembravano godere si una libertà economica e personaleche le poneva al di sopra dei dettami della famiglia patriarcale e della socitàe, fatto particoalrmente condannabile, erano inclini a difendere il loro stato privo di vincoli. Una grande maggioranza delle accusate erano donne anziane che non avevano fratelli, figli o bambini. L’89 per cento delle donne condannate proveniva da famiglie senza eredi maschi. Questo voleva dire che sarebbero state loro a ereditare, sovvertendo cosi il controllo maschile sui cordoni della borsa. Ma non si trattava solo di donne qualsiasi senza eredi maschi: erano molto spesso donne che si erano dimostrate poco disposte a rinunciare alla loro indipendenza economica e che si erano addirittura rivolte al tribunale per lanciare una sfida pubblica contro le regole della successione maschile. la <<minaccia comune che ricorreva tra i numerosi peccati delle streghe>> scrisse Karlsen, era la <<mancanza di rispetto>>. Non era << semplice orgoglio quello che distingueva principalmente le streghe dalle altre persone; era orgoglio femminile in particolare>>

e ora, visto i tempi che corrono, vado a procurarmi un estintore da borsetta, che non si sa mai. ;)

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(Ovvero come in tempi bui fare del proprio meglio non serve. e di come le minoranze dovranno sempre rivendicare un ruolo che gli spetta di diritto): la rimozione collettiva delle donne come soccorritrici durante il disastro, ma inneggiate a ampio raggio come vittime, orfane, madri vedove incinte o con bimbi piccoli.

THE WOMEN AT GROUND ZERO è un progetto che raccoglie le testimonianze e interviste fatte a una trentina di soccorritrici”che hanno lavorato spalla a spallacon gli uomini e hanno fatto del loro meglio”
<<La quasi totale assenza di contributi alle donne non fece che metterein evidenza la completa cancellazione delle donne da Ground Zero, se non in qualità di vittime - una cancellazione tempestiva e duratura.>>

Pag 114.

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“La cosa che colpì maggiormente, e risultò strana, fu la modalità con cui i detrattori del femminismo formularono il loro attacco. Nell’autunno e nelll’ inverno del 2001, il movimento delle donne non era una semplice seccatura nazionale, fu un nemico nazionale dichiarato, una quinta colonna nella guerra contro il terrorismo. Alla vecchia fedina che registrava i crimini del terrorismo (odio verso gli uomini, dogmatismo, mancanza di umorismo) venne aggiunta una nuova imputazioneda <<tempo di guerra>>: il femminismo era un tradimento. Colui che lanciò l’accusa più celebre, e più da cartone animato, fu il reverendo Jerry Falwell. <<Punto il dito contro di loro e dico: ” avete contribuito a far sì che tutto questo accadesse”>> tuonò Falwell il 9 dicembre su CHRISTIAN BROADCAST NETWORK,  rivolgendo il suo  j’accuse <<ai pagani, agli abortisti, alle femministe, ai gay e lesbiche che stanno cercando attivamente di mettere in pratica uno stile di vita alternativo>>. Modificando i tradizionali ruoli di genere , le femministe e il loro seguito fecero sì che <<Dio tirasse via il suo velo protettivo che ha consentito all’America di non essere attaccata sul proprio suolo dal 1812>>.”

pag 36-37, Il sesso del terrore. Il nuovo maschilismo americano, Susan Faludi,  Isbn Edizioni.

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Stai cogliendo le opportunità uniche che il 2008 ti offre, Cancerino? Ormai siamo a metà dell’anno ed è ora di fare un bilancio. Spero che tra sei mesi, guardandoti indietro, potrai dire: “Quest’anno ho scoperto tutto quello che devo sapere su cosa non mi serve e su chi non voglio essere. Ed è uno dei motivi per cui (alleluia!) ho imparato a non soffrire desiderando una vita diversa. Non sono mai stato così in pace con il destino della mia anima”.

tra 6 mesi? naaaa…. gia fatto, ora qui si guarda solo avanti

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nell’altro blog, il post conclusivo di questa ulteriore GGD4

della serata di venerdì annoto:
aver visto praticamente quasi tutti, al banco della registrazione, almeno per un secondo;
aver scoperto che alla festa di interni del salone del mobile suonava Giorgio Valletta -dio che musica bellissima-;
essermi resa conto oggi pomeriggio, di aver conosciuto, brevemente l’autore di “Una lacrima sul viso” Paolo Madeddu , libero che mi è stato regalato per il compleanno due anni fa;
non aver preso la multa per divieto di sosta;
aver perso - come sempre più spesso mi succede ultimamente- un biglietto da visita, questa volta quello di Enrico.
essere riuscita a fare due micro chiacchere, molto piacevoli, con Gigi

Il ringraziamento piu’ grande è a tutte le Girl Geek, e al resto del GGDI TEAM.

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domani pomeriggio webcocktail a ravenna con Sara Maternini e Antonio Sofi, argomento le reti sociali

Giovedì 19 Giugno ore 18, incontro dal titolo Welfare, flessibilita’ e sicurezza:Riprogettiamo il mercato del lavoro

con Alfonso Miceli di “ACTA” (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) ; Gianni de Re Lombardi di “Rete indipendenti I-Network” (La rete italiana dei freelance e dei creativi indipendenti della comunicazione) ; Marcello Saponaro Consigliere Regionale gruppo Verdi per la Pace

moderato da Lele Rozza 

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se Gibson riscrivesse le etichette dei cereali da colazione, passerei ore a rileggerle. Mi piace la sua visione della realtà. Descrive una fetta di contemporaneo che per me è vicinissima al mio reale, al mio vissuto; e mi fa sentire così a mio agio mentre leggo che in verità la trama passa in secondo piano.

ascolta la descrizione di un tramonto sul sunset

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Summer surprised us, coming over the Starnbergersee
With a shower of rain; we stopped in the colonnade,
And went on in sunlight, into the Hofgarten,
And drank coffee, and talked for an hour.

un filo rosso tra milano e barcellona, tra me e Joan-Lluis 

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l’oroscopo per la settimana fino al 12 giugno recita  così:

In the film War Games, a hacker taps in to a remote mainframe and begins to play a game he finds there. As it turns out, the mainframe is an artificially intelligent supercomputer that serves as hub of operations for the U.S. Air Force, and the game has real-world consequences. The hacker inadvertently triggers a cascade of events that could launch an actual global conflagration. After many scary plot turns, the danger of disaster dissipates when the supercomputer makes a momentous decision: The only way to win the game is to not play it. That approach could work well for you, my fellow Crab. The game you’re playing is nowhere near as dangerous as the one in War Games, of course, but why not play to win?

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