Posts Tagged “londra”

il set delle foto su flickr è QUI

sotto una piccola anticipazione : Sam che ride :)

Sam

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ho dedicato il sabato mattina a un po di riposo e a una colazione sana, gentilmente fornita dalla linea basic dei cereali di Waitrose,  fatta una micro spesa da Sainsbury’s:  una zuppa fresca pronta di porri e patate, una macedonia di ananas e chocolate cookies ho passato il resto della mattina a spippolare sul vecchio mac.

il giro del pomeriggio ci ha portati da notting hill gate a paddington a piedi lasciandoci velocemente alle spalle il casino di persone che andavano in portobello per il mercato, e rifacendoci gli occhi dalle parti di Toast – molto bello il negozio, ma il sito è molto molto piu ricco – e per il resto di Westbourne grove che mi è piaciuta molto per la quasi totale assenza di catene internazionali e una immancabile visita da Paperchase
in metrò fino a Regent’s Park e di nuovo on foot giù per Marylebone High Street a visitare il Conran Shop :)

ritemprante pausa caffè da The Natural Kitchen (dove hanno anche una selezione di Tartas de Aceite ^_^ ) con un cappuccino e un muffin al cioccolato.

ulteriore sforzo podistico ;) per arrivare in Oxford street e cercare il reparto design nordico da Selfridge’s e finire col cenare in un minuscolo ma OTTIMO ristorante vietnamita Viet-Pho
(abbiate ancora la pazienza di aspettare qualche giorno che sto elaborando un post completo sui ristoranti di questo giro, ne vale la pena)

ripasseggiata post cena per il westend e spiaggiamento a casa meritatissimo

cartolerie

il bottino di paperchase (post it e adesivi), Conran (la wish list per natale) e Selfridge’s (librettino rosso)

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cose varie ed eventuali che mi sono saltate agli occhi in questi 6 giorni di Londra:

- working women con scarpe rosse: ballerine e tacchi piu o meno alti portate con il dress code da ufficio e le calze nere coprenti o grigie;
- molte più giovanissime con la testa coperta dal velo, in giro per la strada o per i centri commerciali con amici e amiche (Ezio mi dice che è un segno di maggiore libertà di scelta e che lo fanno perchè non si vergognano più. Questo mi da da pensare, in effetti la libertà delle donne si rispetta anche nel lasciare che facciano ciò che si sentono purchè possano scegliere in libertà)
- ho visto più coppie gay di ogni taglia colore  e mescolanza , inclusi due adorabili che si salutavano con gioia e immensi baci alla stazione di victoria , di quei baci che ti fanno venire voglia di baciare qualcuno, intendo :)
- MINIabiti e MINImaglioni su gambe di ogni forma e taglia con solo le calze coprenti o no
- il totale silenzio sui treni dei pendolari alle 17:30 come a dire: ho avuto una giornata pesante ora mi leggo un giornale e decomprimo; e le chiacchere ridanciane e alticcie verso le 24 del venerdi sera con urletti e chiacchere con gli sconosciuti: “La mia amica mi ha detto che assomiglio a una iguana, tu sai che animale è?”
- pochissimi turisti italiani e alcuni italiani che vivono e lavorano lì , tipo in pausa sigaretta fuori da una piccola tv.
- pochi ombrelli quando piove e molti impermeabili
- abbigliamento sempre piu disparato nella stessa giornata si incontrano personaggi in maglietta, maglione, cappotto, donne coi sandali e senza calze a 2 gradi sopra zero e immancabili finti e veri huggs a +10

me ne sono dimenticata uno, che indica imho come vive la gente qui, molti i 30-40enni uomini e donne con lo zaino, non uno zainetto piccolo, ma uno zaino medio, con il portatile e tutto quello che serve per stare fuori casa dalle 7 della mattina fino a dopo la cena in giro con gli amici: londra è una metropoli estesa 6 volte circa milano e con un sistema di mezzi pubblici molto efficente dove si esce la mattina e si ritorna a casa spesso tardi la sera e molta vita sta in quello zaino

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Primo giorno a Londra dedicato allo shopping, ai saldi. Ezio mi consiglia di andare a vedere questo nuovo centro commerciale a Shepherds Bush: “se devi andare da gap e uniqlo vai li che li trovi tutti e due” .
Quindi la mattina dopo, sotto una pioggerellina che pare avere voglia di diventare neve bagnata, mi esibisco in uno dei miei numeri londinesi migliori “prendere al volo il treno che credevi giusto e invece e’ sbagliato” coadiuvata anche dalla mancanza di senso della direzione (del tipo, ma da che parte vanno i treni che vanno a Londra?).
Salgo di corsa sul treno sbagliato e dopo 5 secondi dalla partenza passa il controllore a cui dico che sono salita al volo sul treno sbagliato e che si, ho il biglietto facendogli vedere la mia Oyster Card nuova di zecca {riuscira’ mai la ragazza del negozio che me l’ha venduta a ricopiare bene i dati del foglio di adesione?}
Il controllore gentilissimo mi dice che posso scendere alla prima fermata e prendere un treno che mi riporti alla mia destinazione. Con una fortuna per lo meno sfacciata scendo a Redhill, cambio binario e arriva un treno per London Bridge fara’ tutte le fermate, ma considerato che qui pare nevicare con piu decisione, l’idea di stare seduta al caldino non mi dispiace per nulla.

Dopo questo simpatico detour e un paio di metropolitane arrivo alla rinnovata stazione della metropolitana di Shepherds Bush esco dalla parte giusta e alla mia sinistra vedo uno spigolo del centro commerciale  piu’ grande in cui io abbia mai messo piede: Westfield : fatevi un giro nel sito, e credete che tutto quello che vi raccontano e’ immenso, ho avuto la sensazione che camminarlo tutto sia al primo che al secondo piano risultasse una passeggiata tanto quanta quella in oxford street.

La ritemprante pausa pranzo e’ stata una saporitissima pausa da Pho – era cosi tanto che non mangiavo viet che mi e sembrata molto buona {vietnamese spring rolls e pho chi}.

Non contenta verso le 4 del pomeriggio convinta che sia cosa brutta tornare a casa presto mi dirigo verso regent’s street dove c’e’ Banana Republic {che saldava magliette a 9,99 sterline} e scopro che pochi passi piu giu’ ha aperto il primo negozio inglese di Anthropologie – love – tra una cosa e l’altra mi sono ritrovata a casa solo dopo le 18, stanca morta.
Per compensare la cena e’ stata una specie di via di mezzo tra la merenda e la cena: qui una foto e come sfondo i danni del giorno. :) a letto alle 21:30 dopo aver spaccato gli occhiali da vista ora ho una lente in mille pezzi. :(

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Sarei dovuta partire per Londra nei giorni del Big Freeze , ma 40 cm di neve caduti a Gatwick il 6 hanno causato il rinvio dei voli sia il 6 che il 7 gennaio scorso.

L’unica misera consolazione e’ stato questo “quando nevica in uk” molto molto divertente e parzialmente consolatorio, vista la neve e l’impossibilita’ di godermi Londra assieme a Sonia ho rimandato il viaggio di X giorni in avanti sperando che non nevicasse piu’. E per fortuna cosi’ e’ stato.

Martedi mattina a Linate ha nevicato a sprazzi ieri nevicava a sprazzi a sud di londra; quindi mettiamoci l-anima in pace e rendiamoci conto che e’ fine gennaio e che se non e’ inverno adesso non lo sara’ mai piu’.

Martedi’ viaggio, arrivo in treno e prima commissione per mamma. Cena da Wagamama. il clima e’ freddino ma in modo londinese , niente minime sotto allo zero.

:) ci sentiamo presto.

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ovvero:
della notte in cui dormii con due piumoni, avendo di quando in quando un po caldino, 
della mattina in cui dopo aver visitato banarepublic, liberty, marks and spencer, e uniqlo, in quel di gap – dove stavo facendo incetta di tutine per bambini – la carta di credito ha smesso di funzionare.
di come, provando ad andare a casa, ho sbagliato treno e sono finita a ORPINGTON;
della telefonata con il funzionario della mia banca – la mia banca e’ perversa – che mi spiegava che a lui la carta di credito mastercard risultava perfettamente funzionante e non bloccata o nemmeno clonata;
di come il bancomat mi ha salvato i nervi e ho potuto portare a termine la mia missione; ;)
di come, questa sera cenero’ viet e poi andremo all’ hippodrome, in centro.

ecco e tutto questo in una sola giornata, alla faccia della vancanza!!!!

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è un periodo di grande lavoro, che si sovrappone con progetti personali e professionali che verranno attuati dall’autunno.
è un periodo anche di grande stanchezza che fa sì che mi dimentichi cose che non sono state segnate in agenda, sabato scorso mi sono completamente dimenticata dello stitch and bitch. stanchezza che mi ha fatto prendere biglietti aerei un giorno prima del dovuto cosa che mi impedirà di essere al MOCA :( , ma che mi darà la possibilità di tornare a londra, dove manco da più di un anno.

e vivo la sensazione di voler dormire per 10 giorni di fila e allo stesso tempo scalpito perche ho 100 mila cose che voglio fare e  un tot di persone che ho una gran voglia di rivedere.

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Bankside Lofts in Hopton Street

Questa foto di JL2003 , l’ho trovata citata da CONTEMPORIST blog di architettura e design che seguo.

Questo edificio aveva colpito la mia attenzione fin dal mio soggiorno londinese del 2005, alloggiavo a Southwark all’holidayinn express che è a 4 minuti a piedi, questo edificio è anche vicinissimo alla Tate modern.

ero sicura di averlo gia visto, pubblicato da qualche parte, ma non riuscivo assolutamente a ricordare gli architetti.

Architetti CZWG 1998, Southwark, Soutbank Lofts. London

Perchè nella vita bisogna avere una buona memoria e un po di pazienza. :)

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sottotitolo: gli italiani, popolo di austeri conservatori resistenti al cambiamento
Ringrazio Antonio:
"A prescindere dalle mie opinioni circa l’intoccabilità delle città moderne, o delle sue intoccabilissime skyline (che io invece vorrei fossero invece più maltrattate, con coraggio e creatività ovviamente)"
e Sergio per le sollecitazioni intellettuali che mi hanno spinto a scrivere questo post.

Renzo Piano Building Workshop ha progettato  per Torino un grattacielo per Intesa – San Paolo

torinoskyline

Nella foto soprastante la skyline ipotizzata dal comitato – ovviamente – contrario a questo edificio, corretta successivamente dall’architetto con la linea piu’ chiara e la giusta proporzione prospettica.

PREMESSA STORICA E IDEOLOGICA:
Le grandi città italiane sono città di fondazione, e hanno quindi radici storico urbanistiche che si perdono nella notte dei tempi.
Torino in particolare ha tuttora perfettamente integro il nucleo storico – la parte coi quartieri a scacchiera. Questo nuclero storico è omogeneo per altezza e per coerenza stilistica e storica.
Ciò crea un’immagine sedimentata nell’incoscio collettivo di tutti i torinesi che davanti all’idea di una mutazione contemporanea dello skyline stesso si ribellano.

Bisogna inoltre ricordare due diffusissimi principi che hanno guidato i regolamenti di decoro edilizio delle città italiane prima e i piani regolatori dopo :
- la coerenza della linea di gronda - cioè la regola che tutti gli edifici di una strada devono essere alti uguali alla grondaia
- la regola esercitata negli uffici tecnici che in pratica vieta di giustapporre un edificio troppo moderno a un edificio antico, nel rispetto della coerenza stilistica

Tutto questo ha radici profondissime in alcune teorie compositive seguite da molti architetti italiani per cui la coerenze e il rispetto del preesistente è fondamentale (io stessa ho avuto, per pochi mesi un professore di composizione architettonica che voleva che progettassimo un colonnato in una porzione di milano – per il motivo inoppugnabile che li era gia sorto un colonnato in epoca romana); sommata a una altra idea radicatissima nel pensiero italiano per cui la conservazione del patrimonio storico passa per il congelamento assoluto di tutto il preesistente: cioè il delirio della conservazione a tutti i costi - anche economici – questi motivi portano alla paralisi creativa di una nazione che è costretta continuamente a confrontarsi con il preesistente seguendo la regola dell’armonia.

La somma di questi due principi porta di fatto all’impossibilita’ di costruire per giustapposizione e contrasto di fianco a un edificio storico

Ho trovato questa foto molto bella della di una parte dello skyline di milano su flickr,
scattata da DAVEO MCG

mi sono presa la libertà di annotarla, in questa foto si riconsoconoda sinistra verso destra:
la  torre branca alta 98 metri; il Portello Fiera Milano – Arch Bellini associati ; L’ antenna rai circa 100 metri e il palazzo Ina casa Piero Bottoni.
Emergono chiaramene dall’altezza media del resto della città e si definiscono come punti chiari della città, caratterizzandola.

Street line come questa in italia sarebbero impossibili:

Questo è l’edificio di Santa Monica disegnato da Frank Gehry con Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen

Dove voglio andare a parare?
Sull’inerzia e la vecchiaia dell’architettura italiana?, non solo,
Sul fatto che tutta questa tensione al passato ci impedisce di avere città più efficenti?anche.

Guardiamo lo skyline di una città che non ha paura del cambiamento, e che e’ stata sventrata dal Grande incendio del 1666 – Foto di Ana Gasston:

LONDRA : sotto cui vale assolutamente la pena ricordare che durante la fase progettuale del The Swiss Re Tower – familiarmente chiamato da tutti The Gerkin, lo strabiliato ed esterrefatto staff di sir Norman Foster si vide chiedere di alzare di una decina di piani l’edificio che sarebbe cosi stato piu’ in armonia con la skyline esistente.

Tutta questa lunga filippica per dire che non si deve avere paura di essere nel 2000 e di costruire come se fossimo in questo secolo, e che una torre a Torino è solo segno di radicamento nel comtemporaneo e
che l’unica via alla contemporaneità è ricostruirsi regole e stili partendo dal qui e ora, come spiegava Francois Lyotard ne "Il post moderno spiegato ai bambini"

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compatto, tascabile, economico e scritto in inglese.

stamattina sono scesa dal passsante a GARIBALDI al volo, arraffando le mie cose e correndo.
io di solito scendo una fermata PRIMA

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01 035 01 028 01 021a 01 016

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" e’ meglio che te lo fai stasera, perche’ se non te lo fai poi domani piangi"

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ore 12:00 trovo il passaggio per l’aereoporto
ore 12:20 sono davanti al banco del check in, la compagnia aerea con cui volo chekkina di fianco ad altra compagnia aerea italiana a basso costo che imbarca un volo verso una citta’ che raderei volentieri al suolo nei miei ricordi { potete tentare di indovinare magari vincete anche qualcosa  }
ore 12:40 il volo e- gia anunciato con 20 minuti di ritardo, il cancello dell-area imbarchi per londra e- ancora chiuso, mi accoccolo { un sacco di gente sa che mi accoccolo, o mi siedo per terra quando l-attesa si fa lunga – ho passato parecchie ore seduta per terra negli atrii di architettura a milano, a revisionare disegni, ripassare lezioni, aspettare professori, fare chiacchere, guardare i ragazzi che passavano. }
chiamo lalaura.com/blog,  e facciamo chiacchere.
1 pensiero laterale: wow carino quello, assomiglia a ezio
2 pensiero laterale: certo che ci assomiglia molto
3 pensiero a voce alta: "c”e’ ezio"
certo che ho un amico impagabile, e un amica, si senza apostrofo, sua temibile complice,
salti, abbracci, baci, ci sediamo e iniziamo a chiaccherare fitti. il tipo logorroico e nervoso che scalpitava per chekkinare subito dietro o di fianco a me dipende dove si posizionava – tanto vicino che la signorina al chekin mi ha chiesto se partivo da sola – CERTO CHE PARTO DA SOLA, SECONDO LE I PARTO CON UNO CHE PROTESTA CHE NON E’ VELOCE LA FILA? senza ucciderlo intendo.-
questo arriva e si siede di fianco a ezio, e ci guarda pure con aria curiosa.

imbarchiamo, prima quelli coi bimi, poi quelli che hano la precendenza, poi il gruppo a  e poi il gruppo b, cioe- cosi tuttti assieme.
ci sediamo, atttendiamo una mezza vita prima che arrivi il secondo gruppo,
e attendiamo un altra mezza vita fino a che prima il pilota ci avvisa che abbiamo perso lo slot, ok, tutti giu’ in pista a cercarlo, poi viene chiamato il signor GAETANO NON RICORDO IL COGNOME scende, credo e rinuncia al volo, ergo bisogna sbarcare la sua valigia, bisogna prima TROVAE LA SUA VALIGIA NELLA STIVA, dal mio finestrino vedo gli addetti ai bagagli svuotare man mano la stivA alla ricerca della valigia, sbarcano e leggono la targhetta, di ogni collo, CIOE- NON GLI HA NEMMENO DETTTO DI CHE CAZZO DI COLORE ERA????? -  il pilota imputa il ritardo alla mancanza dell- elenco passeggero, valigia, codice. inutile lo stesso.

io e ezio iniziamo a creare business plan per l’uso della rfid nel taggaggio dei bagagli e nel matching con il passeggero, proseguiamo attribuendo le potenzialita del velcro alla mia carta di credito che ho confessato aere l’intenzione di fare piangere – infattti lei ieri sera non mi ha fatto prelevare nemmeno una dannata sterla per vendetta –
cena da wagamama con j. il secondo australiano che conosco, ottimo incontro, simpatico devo dire che mi piace. ed erano anni che nonparlavo cosi tanto in inglese, i neuroni lessicali alla fine della serata erano tutti impallati e ho il dizionario arrugginito.

il clou della serata non e- stata la cena da wagamama, il piattto pseciale che abbiamo preso mancava di zenzero e curry verde, infatti credo di avere usato per la rpima volta dell-olio piccante in vita mia.
ma e- stato svegliarmi alle 3:30 in preda ai sudori freddi rantolii vari e avere stretto una solida e duratura amicizia con la tazza del water di ezio , certo che ce cercavo una via per alleggerirmi dopo le vacanze natalizie l-ho trovata.

e non chiedetemi cosa ci faccio qui tutta intabarrata in salotto a scrivere al portatile apple che nasconde virgole e righette varie, e’ semplicemente che nei 4 telecomandi della tv di ezio non riesco a fare acendere il decoder del digitale terrestre e non riesco a vedere nemmenoun canale della bbc, quasi quasi se lo sapevo rimanevo a casa :P

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si, ma poi torno :)

come sollevarsi il morale? infilarsi in un paio di pantaloni che non simettevano da mesi, ma della taglia XX che porto ora, e trovare che NONOSTANTE  il natale mi stiano appena attillati. e tenerli addosso. :)
certo che se mi fossero stati stretti avrei potuto avere mille motivi per giuistificarmi, il natale, la luna piena, la crisi economica :)

credo di avere tolto tutta la parte liquida dal bagaglio a mano, ho tenuto solo un burro cacao.
i propositi o le intenzioni per il 2007 le elaboro andando e tornanrdo da londra.
baci, statemi bene

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dopo avere letto l’ultimo post di bru io muoio dall’invidia
e lo odio invidiosamente molto di piu’ dopo aere visto le foto DEGLI ENORMI SCIVOLI CHE SONO STATI INSTALLATI ALLA TATE

uno e due
- qualcuno disattivi questo mood da bambina davanti alle giostre, vi prego, che altrimenti non riesco piu’ a lavorare -

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