Archive for the “Uncategorized” Category

- i nyesi si trovano in brasserie a fare colazione il weekend, genotori , bambini, nonni. (le pain quotidien)
- le nyesi indossano un solo maglione anche quando nevica, se tira vento furibondo spesso sono senza cappello. io le ho imitate per qualche minuto e ora ho la voce di una drag queen.
- da balthasaar una cameriera aveva dele ballerine orrende e sfondate e con i l mignolo a vista.
- c’era anche una vicina di tavolo che ha criticato la mia bistecca con patatine ( che non ho mangiato) e poi si è sconfanata una zuppa (di cipolle?) con formaggio filante e pane di segale e una bistecca identica, smezzandola con la vicina di tavolo
- ci son un numero impressionanti di picasso, anche figurativi. spaziale l’aragosta - blu e il gatto -
- e di kandinsky (guggenheim museunm)
- attraverso l’oceano per la prima volta, indovino la fermata dell’autobus (scendendo da harlem) e non  solo la parte esterna del guggenheim è in restauro, la spirale interna non è accessibile poichè stano cambiando esposizione.  dolore immenso.
- a distanza di rilevamento c’è una rete wifi da computer a computer che ha come essid : iuav-sbd-salalettura1-ap02
- stamattina lavanderia a gettoni, colazione, valigia e giù a chinatown a prendere l’autobus!!

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pensavo di avere imparato quasi tutto sulle mance,
ma alla guardarobiera del ristorante che mi prende in consegna e poi mi riporta il cappotto, al ristorante, ecco, quanta mancia dovrei dare?

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con l’adesivo del candidato preferito: barak obama.
dove? ad harlem, naturlamente!

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partenza da milano, con la cassiera dell’autogrill che sbaglia lo scontrino e mi addebita 2 brioche, chissà quante altre volte l’ha fatto?

il viaggio su roma, me lo passo tra un pisolo e la visione della costa tirrenica da la spezia a roma, molto bella.
su civitavecchia le nuvole paiono leoni ruggenti, cotonosi e batuffoli che ci mangiano.
“ma gli ucceli volano dentro le nuvole come gli aerei?!”
ecco non credo.
trovo Lui e Manu ad attendermi fuori dall’uscita, con un gentile cartello, nel caso mi perdessi ;)
checkin con domande esistenziali a cui nessuno sa rispondere?
“posso imbarcare i ferri da calza in bambù?”
“signora, ma le servono?”
“in 8 ore di viaggio, direi di si”
“eh, sono anche 9″
cvd.
corro al controllo dell’imbarco e una ragazza divertita mi conferma che si, possono essere imbarcati.
ottimo.
ultimo pasto al self service, praticamente a ora di merenda, in compagnia di un francesce, niente male in vestito gessato grigio e magliettina bianca, a mo’ di don jhonson, che passa tuto il tempo al telefono.
stentiamo a trovare l’imbarco, stregate dalla publicità oltre la grandezza naturale di versace il cui testimonial Patrick dempsey ci fissa in ogni dove.
salite al terminal 25, scoviamo una feltrinelli express mi faccio battere le pezze dal cassiere che si offre di consigliarmi un libro, “cerca qualcosa in particolare?” “qualcosa da leggere tra qui e ny” prendo un libro di erri de luca, pago e corro a imbarcarmi.

l’imbarco effettivo avviene con 40 minuti di ritardo.
viaggio con ocean 13, l’ultimo pirati dei caraibi, iniziato un calzino viola e fato diventare il culo a forma di sedile, e ripromessa di annienterami con una 10ina di gocce di lexotan e non pensarci più.

la dogana passa con la scansione delle impronte degli indici e un micro quarto grado di cui capisco le domande e do anche dele rispote sensate.

taxi da jfk assegnato ufficila e da personaggio in divisa: 45 dollari.
Iqbal è giovane, pakistano, guida come un dannato, 70 miglia fisse ove c’è limite di 50, per fortuna non so il corrispondente in km/h.

il primo avvistamento di manhattan è la punta illuminata del crysler building, :) , la skyline notturna ancora piu’ bella che nei telefilm.

per il mio fuso orario sono le 7 del mattino, forse è ora di provare a dormire qualche ora.
ovviamente la rete del caffe reggio adesso non si prende, posto piu’ avanti.

dormito, sveglte ora, alle 7:59 oralocale. direi che lo spauracchio jet lag per ora è azzerato, aspettiamodi vedere cosa succede durante il giorno.

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Le socie sono gia a roma, le ho sentite.
Io ho il volo alle 12:30 per fiumicino.
Sono emozionata come una pischella, è il mio primo volo intercontinentale. Vado e torno da londra con lo stesso stato d’animo con cui prendo la metropolitana per il centro e poi invece mi tremolizzo come una gelatina alla fragola.
è che quella città lì l’ho vista mille volte, in foto, al cinema, nei libri - schiavi di ny e american psyco per citare i primi due che mi vengono in mente - e film , sempre schiavi di ny di Ivory , la 25 ora , a piedi nudi nel parco - avevo il copione quando facevo teatro -, tutto will e gracewoody allen , solo aprendo bocca così senza pensare….
Brodo dice che sverrò appena vedrò manhattan :)

Ho segnato tutto, le cose da prendere, i posti da visitare, i negozi da non lasciarsi scappare, sarò una spugnetta, assorbirò più che potrò. Promesso, ci sentiamo presto.

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Girl Geek Dinner Italia:
venerdi 29 febbraio, milano ore 19 - luogo da definire.

vuoi essere il mio invitato?
mandami una email - piemmetenATgmailDOTcom -, considera che parto domani per ny e torno il 28 gennaio, quindi se non ti rispondo subitissimo non sto facendo la diva, ma mi sto solo godendo una fetta di mondo ;) . baci

POSTILLA: le ragazze che vogliono partecipare devono solo portare un po di pazienza, e seguire i prossimi aggiornamenti sul sito.

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serata piacevole e piena di bei visini blogger, matteo e sara, palmasco e le indicazioni di ny, luca, stefigno, gioxx
e questa volta il caso non è stato cinico e baro, ma molto simpatico e piacevole, ho consociuto Lyonora, di cui avevo favvato - a inizio novembre -  due foto 1 e 2 della mia adorata Rimini. Bella coincidenza, no? :) aspetto le foto collettive che abbiamo scattato con la sua macchina.

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dal “siamo tutti spiati” di antonio su quinta di copertina, sempre dal medesimo spunto cioè il decalogo di repubblica ha preso le mosse la puntata scorsa di va a ciapà i mouse di cui è gia on line il podcast.

io non ero presente, causa rotavirus.

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mi sto preparando a NY come se fosse un primo appuntamento, solo che questo è in fieri da agosto.
subito mi sono detta: avrò un sacco di tempo.
ora che sono agli sgoccioli e che so che l’ora e la data X si avvicinano sempre più: il decollo per NY è fissato venerdi sera, tutto quando si sta raggrumando.
ho paginette di locali fidati, luoghi da non perdere, amici che danno consigli.
l’emozione delle chiavi di casa - quel monolocale in Macdougal - sulla scrivania appoggiate sui dollari - che ho sbagliato a prendere, ho sbagliato il cambio - la non moleskina nuova piena di indirizzi di edifici e musei - chè temo il maltempo; l’emozione di stare al West Village a un isolato da Washigton Square.
chi mi conosce bene sa che ho l’ansia da partenza e che a volte ho anche ansia da conoscenza, paura di fare un po scena muta, perchè mi piace guardare, scoprire, ascoltare.
ecco e se arrivo li e poi non so cosa dire?

e la overwhelming sensation che mi da il pensiero di partire. non ero cosi emozionata da tempo, ecco forse ero cosi emozionata quando sono partita per amsterdam.
e boston? eh, non so, boston non ha un pari carico di immaginario, di senso, di riferimenti filmici e culturali accumulati.
ecco nessuna altra città ha , nella mia testa e nell’immaginario collettivo cosi tanti riferimenti, significati, immagini fotografiche e in film….. con cui misurarsi.

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leggendo Silvia apprendo che Marcello ha vinto il primo premio al Bardi Web Awards per il miglior sito no profit

Bravo!!! :)

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- ritiriamo la patente A VITA a chi guida in stato di ebrezza : l’ultimo di una lunga serie
- accettiamo che a volte la pace familiare è inutile e dannosa, impariamo ad accettare le nostre diversità : l’ultimo di una lunga serie , il penutlimo
- io sono buona con tutti, ma gli intransigenti mi fanno mutare geneticamente : io li prenderei tutti a calci nei denti
- e per un giudice che da ragione a una madre , ci sono sempre donne che continuano a morire ammazzate in casa. è quasi un genocidio.

- altre vengono uccise per le loro idee politiche: addio Benazir.

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ho attivato i feed completi.
ringrazio i papy

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questa settimana si è a un corso full time, portate pazienza
si scrivono post seduti sulle panchine della metropolitana nell’ora di punta,
poi si rileggono
con il senno della sera e si decide di non pubblicare.

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nel mio ufficio a un tiro di schioppo dalla fermata metro’ porta romana:
si e’ liberata una stanza, per una o due scrivanie con finestra, con uso di sala riunioni, microonde, frigorifero e bagno, se qualcuno fosse interessato a prenderla in affitto, be’ vi facco parlare con il “capo”

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Ecco i  post sotto l’albero, grazie alla pazienza di Squonk,  io sono in penultima pagina, credo la dica lunga sulla quota di ritardo che avevo accumulato. :)

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