Posts Tagged “diritti”

ore 19: Psa / assemblea publica “Il software Libero e io beni comuni” dibattito con Lele rozza, Paolo Pedaletti di Openlabs e Paolo Didonè presidente di Assoli.

Il tutto si trova in Cantiere durante lo Shock festival! in via Monterosa 84 bus 90/91/49 MM1 Lotto

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si, si, iniziate a fare gli scongiuri che si parla di tfr e morte prematura – il tfr e’ roba da adulti, mica da infanti.

se sei single, per scelta o per caso, e hai la fortuna di avere un contratto di lavoro che prevede il TFR, entro giugno dovrai scegliere cosa farne.

tenuto conto che ora non puoi sapere se avrai mai, o in altro caso quando, EREDI DIRETTI tieni presente che i fondi pensione raramente rientrano nelle disponibilita’ dei tuoi eredi indiretti nemmeno se hai fatto testamento in quel senso.
L’unico modo per essere certo di poter destinare a chi desideri il tuo tfr in caso di morte prematura e’ lasciare il tfr in azienda; se per caso troverai il compagno della tua vita potrai sempre afferire il tuo tfr in un fondo pensione di cui lui o lei avra’ la reversibile se sceglierete per un rito riconosciuto dallo stato italiano, altrimenti se decidete di pacsarvi per ora e’ sempre meglio lasciare il tutto in  azienda e fare testamento a favore di chi meglio credete, inoltre notificate alla vostra azienda di avere destinato il vostro tfr tramite testamento, cosi da non lasciare brutte sorprese.

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La vicenda della donna uccisa all’ottavo mese di gravidanza vicino a perugia e’ gia di per se terribile, e la notizia, sentita al tg1, che il magistrato, una donna, abbia disposto l’esame del dna del feto lo trovo a dir poco agghiacciante.
Agghiacciante perche’ inutile.
Una donna e’ stata uccisa, questa donna era adulta e libera, noi non abbiamo il diritto di violare il suo corpo, come non ne aveva il diritto chi l’ha uccisa. La causa per cui e’ stata uccisa non e’ dentro di lei, e’ dentro la testa malata di chi ha alzato la mano per picchiarla a morte. Indagare maliziosamente sul padre del feto e’ solo una pruderia bacchettona, come se potesse dare un indizio piu’ forte o piu’ debole sull’accaduto.

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ma poi ho perso la pazienza

“Poi, io non sono contrario ai Dico o a cose che riconoscano diritti a coppie omosessuali o di fatto, ma è evidentemente un problema di tutt’altra (e sostanzialmente minima) portata, buono per appassionare quella solita platea di radical chic che si sente figa a impegnarsi in battaglie marginali che non costano nulla e fanno sentire tanto “de sinistra”.”

bene.
mettici tutti in file davanti a un LUNGO muro e sparaci.

dio come sono incazata.

quindi io non sono una persona, sono una minoranza, e come tale inutile.
ecco me ne ricordero quando dovro pagare le tasse.
cosa cazzo vuole lo stato da me?
che non mi sta dando NULLA?

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aboliamo le famiglie
tutte, di qualunque tipo, e di conseguenza i loro diritti.
siamo degli individui, quindi diamo i diritti agli individui.
il singolo ha diritto:
- all’autodeterminazione della vita sessuale,  a scegliersi il compagno, la compagna, i compagni che piu’ crede;
- a lasciare la resevisbile della sua pensione a chi vuole;
- a procreare come meglio crede, naturalmente o aiutato dalla scienza;
- a farsi curare secondo le sue scelte;
- a morire con dignita’;
- stipulare una assicurazione sulla vita e lasciare beneficiario chi cavolo gli pare;
- a dare diritto di prelazione a chi gli piace di piu’ per subentrare nei contratti di affitto, telefonici, e del gas;
- a decidere chi lasciare la propia eredita’;

per ora mi accontenterei di questi.

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Lettera di Stallman ai parlamentari europei

"Cari membri del Parlamento italiano,

gli sviluppatori e gli utilizzatori di software in Europa si troveranno di
fronte ad un grande pericolo se l’UE permetterà di brevettare le tecniche di
software: il pericolo di essere incriminati per le idee contenute nei
software che essi sviluppano e usano.

 

A differenza del copyright, che protegge la descrizione dell’intero
programma ma non le singole idee che lo compongono, la brevettabilità del
software consentirebbe un monopolio sull’uso di tecniche generiche. Un
programma complesso è la combinazione di migliaia di queste tecniche. Se un
paese permette la brevettabilità di ognuna di queste tecniche, un programma
complesso può infrangere centinaia di brevetti in un colpo solo (secondo uno
studio svolto lo scorso anno il Kernel di Linux, la parte centrale del
programma linux, usato per il sistema operativo GNU, infrangerebbe 283
brevetti USA).

 

Come sono queste tecniche?

Consideriamo la "progress bar", la barra progressiva che gradualmente passa
dallo 0% al 100% mostrando sullo schermo la realizzazione di una operazione,
come l’apertura di una pagina web o lo scaricamento di un documento. Questa
tecnica è una piccola parte contenuta in migliaia di programmi software che
svolgono differenti funzioni. Persino questa tecnica è stata brevettata
all’Ufficio Europeo dei Brevetti, insieme ad altre 50.000, a dispetto dello
stesso trattato costitutivo dell’Ufficio Europeo dei Brevetti.

 

Se la Direttiva del Unione Europea desse un valore legale a questi brevetti,
gli sviluppatori e gli utilizzatori di migliaia di programmi rischierebbero
la minaccia di incriminazioni.

 

Un programma è come un romanzo: una raccolta di dettagli che insieme
sviluppano molte idee. Immaginate cosa accadrebbe se ogni idea letteraria
venisse brevettata, per esempio "una scena d’amore con una donna sul
balcone" o "gli occhi blu di una persona che assomigliano al mare". Chiunque
scrive un romanzo potrebbe violare diverse centinaia di brevetti; se uno
scrittore scrivesse con la preoccupazione di essere incriminato,
difficilmente scriverebbe un buon romanzo. Non è questo il modo di
promuovere la scrittura né dei romanzi, e neanche dei programmi software.

 

Le pressioni per la brevettabilità del software provengono principalmente
dalle multinazionali dell’informatica. Esse vogliono la brevettabilità del
software perché ognuna ne detiene migliaia negli USA e li vuole importare in
Europa. Se l’Europa permetterà la brevettabilità del software le
multinazionali (molte non europee) avranno uno strumento di controllo
sull’uso del software in Europa.

 

Molti legislatori non hanno mai avuto a che fare con lo sviluppo di
software, così possono credere ai miti relativi all’efficacia dei brevetti
sul software. Per esempio il mito sulla protezione brevettuale dell’intero
disegno di un prodotto, se si dice che un programmatore può ottenere un
brevetto per "proteggere il suo programma" questo potrebbe avvalorare questo
mito.

 

Poi c’è il mito che vuole che i brevetti possano "proteggere" i "piccoli
inventori" dalla competizione delle multinazionali. Se questo fosse vero le
multinazionali non sarebbero favorevoli alla brevettabilità del software.
Ogni multinazionale usa le sue migliaia di brevetti per mettere ognuno nelle
condizioni dello scambio le licenze. Così facendo il programma innovativo di
un piccolo inventore combinerebbe le sue poche nuove idee brevettate con le
centinaia (o migliaia) di idee ben conosciute, alcune brevettate da IBM,
alcune brevettate da Microsoft, ecc. Poi loro si comporteranno con lui come
se la questione dei brevetti non ci fosse. C’è quindi il mito del vantaggio
che le compagnie americane avrebbero proprio perché gli USA riconoscono la
brevettabilità del software mentre l’Europa no. Se questo fosse vero, le
compagnie statunitensi ed il governo degli Stati Uniti non presserebbero
l’Europa per consentire la brevettabilità del software.

Al contrario l’Europa ora ha un vantaggio.

 

I brevetti degli Stati Uniti riguardano soltanto ciò che è fatto negli Stati
Uniti, ma ognuno può avere un brevetto statunitense. Le compagnie europee
possono avere brevetti statunitensi e attaccare gli sviluppatori americani.
Ma attualmente gli Americani non possono avere brevetti software Europei e
quindi attaccare gli Europei. Fino a che l’Europa rifiuterà di brevettare il
software, l’Europa avrà questo vantaggio.

 

Se l’Europa mantiene il suo vantaggio, con il rifiuto di brevettare
software, finalmente il mio paese può trovare necessario competere cambiando
la sua insensata politica. Per favore, aiutate gli Stati Uniti a salvarsi
dai brevetti sul software, salvando innanzitutto voi stessi.

Con franchezza,
Richard Stallman
Presidente della Free Software Foundation
Membro della MacArthur Foundation

via piacenza lug

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 portate il vostro culo questa sera al c.s.a. LEONCAVALLO alle 21:30, Stefano Maffulli di FSFE terrà una chicaccherata a tema:
Il software non e’ un  aspirapolvere: la direttiva europea sulla brevettabilita’ delle idee
nel remoto caso che qualcuno prima voglia farsi un aperitivo di lato ci sono la mail, icq e jabber per mettersi d’accordo.

UPDEIT: le SLIDES di ieri sera le potete vedere QUI sul sito di Stefano. – ho avuto da lui il permesso di deep linkarle -

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sto per parlare di una cosa seria.

prendo spunto da questo: Una tata o una colf "globale" dietro ogni donna di successo interessante articolo che parla di interessante libro, che non ho letto e che non leggero’. Perche’? per il semplice fatto che in parte io dissento dalle teorie esposte dalle autrici. Disento sul conto morale che dice:

" Il punto di partenza del duo Barbara-Arlie è sacrosanto: siccome al massiccio ingresso delle donne nel lavoro non ha fatto da contrappeso alcuna suddivisione dei carichi familiari, sono arrivate tate e badanti. Poi però le autrici ci presentano un ‘conto moralè piuttosto salato: i ‘nostri’ lavori sono svolti da donne che hanno lasciato a casa i propri bambini per poter garantire loro un futuro migliore."

Ora, se e’ pur vero l’assunto , e’ anche vero che e’ relativamente colpa delle donne che lavorano in fatto di svolgere lavori difficilmente condivisibili in una qualche forma di partime, e’ forse colpa nostra, ma qualcuno mi spieghi dove, il fatto che molti datori di lavoro concedano difficilmente il par-time.

  • Ora, ve la vedete una correttrice di bozze lasciare a meta’ un capitolo di un libro perche’ ha fatto le sue 5 ore? si, ok impiegherebbe solo quei 60 minuti nel comunicare alla sua compagna di sharedjob da che punto ripartire e quai sono stati i casini che ha messo a posto e che presumibilmente la seconda ritrovera’ nella seconda meta’ della giornata sul medesimo "manoscritto"
  • un’ amministratrice di db oracle che lavora al servizio di un team di sviluppatori che si sa quando arrivano in ufficio e non si sa quando vanno via, ve la vedete a meta’ giornata a lasciare le consegne a chi svolgera’ il medesimo lavoro dopo di lei?
  • un’architetto che sta progettando ed e’ in piena fase euristica di un qualunque progetto = unicum, mollare tutto?

ho fatto tre esempi di tre lavori svolti da donne che conosco. ora. la realta’ e’ che il partime o il job sharing e’ applicabile piu facilmente a lavori di basso skill, quali fare la cassiera, la segretaria, le registrazioni contabili, aggiungete voi quelli che vi vengono in mente…. Ora nessuno si chiederebbe mai: ma perche’ il direttore di banca non chiede il parttime per stare a casa coi figli? primo perche’ e’ un uomo, secondo perche nessuna banca gli darebbe il parttime su un lavoro di quella responsabilita’, in cui entrambi dovrebbero essere assolutamente intercambiabili ……

insomma la realta’ e’ che per fare come vien detto nel commento del libro le donne dovrebbero accontantarsi di lavori poco soddisfacenti, e che magari non si confanno alle loro aspirazioni extra casalinghe. c’e’ soluzione? forse quella di ricordarsi che esistono i nonni, le nonne, le zie, insomma ne’ piu ne meno come 100 anni fa quando molte delle nostre nonne lavoravano i campi, e la famiglia abitava tutta in una sola casa, e una nonna o una zia badava i figli di tutti….

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