su twitter, ove non riesco a linkare tutti i post, ho avuto uno scambio di idee con il signor suzuki maruti che mi fa notare che:
"suzukimaruti @tutti: il trusted computing e’ un chip che se vuole l’utente attiva e protegge i SUOI dati. non torniamo alle leggende metropolitane. suzukimaruti @pm10: e’ cosi’, si e’ fatto un allarmismo fortissimo sul TPM, per poi scoprire che e’ una tecnologia per l’utente e non per il producer.

non vorrei dire, ma delle libertà digitali io ho un’altra idea.

2 Responses to “trusted computing”
  1. utente anonimo says:

    Il signor suzukimaruti omette che il TPM non è voluto dagli utenti ma da un consorzio di aziende. Già questo dovrebbe allarmarlo. In secondo luogo la Remote Attestation, col cazzo che protegge i dati, ma serve appunto a rivelare una serie di informazioni all’ente controllore.

    Se poi vogliamo dire che il chip fritz sia figo di brutto e se usato bene possa essere molto utile, allora il discorso è un altro e mi trova d’accordo.

  2. pm10 says:

    @LUCA: ti ringrazio, non avrei saputo spiegarlo meglio. :)

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