post ormai ammuffito e superato, nella realtà due soli giorni dopo che l’avevo scritto…. è rimasto in attesa, ma ho voglia lo stesso di pubblicarlo.
questa è una riflessione da poco più di sue soldi, ma che forse può aiutare qualcuno a capire che senso ha realmente la solitudine, in senso lato, e in senso particolare.
quando Walter Veltroni dice “correremo soli” - poi ha inciuciato - di per se fa una scelta di coerenza interna, e se consideriamo che il PD è una cosa che sta nascendo ora, indicativamente si sa dove va, ma no lo si sa nel dettaglio. il che sottintende che ci saranno probabilmente ondeggiamenti, un po come un bimbo piccolo che impara a caminare.
da non sottovalutare il valore del correre soli: significa non dover scendere a compromessi con nessuno, poter decidere del proprio programma elettorale, potresi creare una coerenza, e una linea di condotta senza dover dipendere da nessuno.
la solitudine è il prezzo che si paga per la libertà.
la libertà di essere se stessi, la libertà di non dover mentire a nessuno - perche magari qualcuno non apprezza le nostre scelte-, la liberà di essere coerenti senza farsi costringere al compromesso - perchè qualcuno ci vorrebbe un po diversi -;
la libertà ha un prezzo e questo prezzo si chiama solitudine.
e la solitudine ha un premio, che si chiama libertà


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