Posted by pm10 in Uncategorized, tags: diritti
“….il prossimo digiuno potremmo farlo insieme perché tutti gli uomini si prendano la responsabilità delle loro eiaculazioni, proteggendo le donne da gravidanze che non possono o non vogliono intraprendere.”
Daria Bignardi – Barbablog
“E se quella gravidanza, iniziata per sbaglio, per stupro o per malfunzionamento del contraccettivo, non la vogliamo e desideriamo interromperla, dobbiamo farlo con dolore, con trauma, con sofferenza. Dobbiamo portarne la colpa e il peso, perché se non fossimo puttane dentro, non avremmo mai fatto sesso. Saremmo state responsabili. E chi non è responsabile (i.e. non tiene le cosce chiuse) deve pagare. Abortendo con sofferenza; oppure portando a termine la gravidanza e dando via il bambino, perché una volta che hai accettato di farti crescere in pancia un essere che non volevi, una volta che hai perso il lavoro e la tua vita, una volta che per nove mesi l’hai nutrito del tuo cibo, sentito agitarsi, sperimentato il legame letteralmente viscerale che ti unisce a lui, dovrai lasciarlo andare. Oppure tenerlo, e non sapere come cavartela.”
Giulia Blasi – Sai tenere un segreto?
se Daria ha tutta la mia solidarità e Giulia la mia condivisione, Serena va dritta al cuore dei sentimenti, come un pugno nello stomaco:
“it’s bigger than you
le cinque che sbriciolano gocciole nel posacenere, condividono maglioni troppo cari e guidano a turno. siamo in cinque, più un test di gravidanza.
and you are not me
non è mio. il che fa tutta la differenza del mondo, a guardarlo da qui. e probabilmente anche da lì, se solo una si fosse fermata a pensare che la simbiosi tra diciottenni ha un limite fisico. invalicabile.
the lengths that I will go to
è appoggiato sulla lavatrice. pipì, sigaretta, ‘entra tu’. e poi parole fittissime, silenzi inutili, sguardi incrociati. non preoccuparti, e adesso, non preoccuparti.
the distance in your eyes
siamo in cinque, in bagno, e un test di gravidanza. positivo. non è mio e fa tutta la differenza del mondo, sì, però è mia la mano e pure la promessa: non dire niente a nessuno. io non ci riesco a non dire niente a nessuno. non dire niente a nessuno. dammi il maglione, ho freddo.
oh no, I’ve said too much”
Serena La Rosa – MicroBlogGiallo
This entry was posted on Friday, January 11th, 2008 at 8:00 and is filed under Uncategorized. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. Both comments and pings are currently closed.
Volevo solo ringraziarti per questi post profondi e pieni di emozioni. Mi ricordano alcune cose molto importanti, per me. E` fondamentale che io non dimentichi queste questioni, come quella del genere e della situazione femminile (la mia e delle altre). A tutte queste cose, purtroppo, in questo periodo non posso pensare, piu` di tanto, e figuriamoci scrivere. Non ho tempo, diciamo, ma in realta` non e` tempo il problema. E` proprio il fatto che queste questioni sono presenti in tutto cio` che faccio e non faccio, anche nel mio non aver tempo, che e` il vero problema. Non so se mi spiego.
Una donna spesso non ha nemmeno il tempo/energie/modo per affrontare i problemi che “nascono” (con o senza le virgolette, come si vede sopra) dal suo essere donna.
E poi basta guardarsi intorno o buttare per l`istante lo sguardo verso quell`orribile vortice che e` la televisione italiana. Non e` solo il fatto che tutte le donne sono piu` o meno oggetti e vestite scarsamente, ne` e` puritanesimo questo. L`orrore, per me, e` causato dal contrasto tra gli uomini vestiti tutti sobriamente e le donne conciate da bamboline. Su ogni canale, in ogni studio, ad ogni ora, in ogni trasmissione, a qualsiasi ora, sempre.
Adesso anche Hillary Clinton, dicono, non la votavano perche` dalla donna ci si aspetta una simpatia che lei non e` riuscita a trasmettere, quindi anche fuori Italia non e` facile… Chi sa. E` complesso.
Cioe`, tra la famiglia (o le famiglie), il lavoro (i lavori), gli amici e i parenti, le immagini (che gli altri hanno di noi) e le aspettative, soprattutto le aspettative, e le promesse (le donne sempre promettono, fanno, pensano, provvedono, conciliano, equilibrano,…), le emozioni (quando capita, e quando ci si riesce, e come), i sogni, i doveri, il destino, i destini, gli antenati, le antenate, i/le posteri/e (si dice?), i viaggi, le trasformazioni, le sorprese, e cosi` via.
Altroche` dover/poter volere un centro di gravita` permanente.
Gia`, la gravita`.
Grazie per il corraggio e per la tenerezza.
laPerply