Archive for the “non sai di me” Category
It might not be the right time
I might not be the right one
i’d like the rain tonight: thick, cold, thin
driving in the middle of the night trought the empy city, the air cleaned by the rain, light bright and liquid; listening to the musci you gave me.
with a bit of calm gloominess hear your voice saying: “you should stop being afraid”
yes, i should stop being afraid…., i look at the far lightning over the city, i feel a sense of regained energy.
i slip into the bed, the sound of the pouring rain on the glass. rolled up in your swaeater, i let the tick tack cuddle me, while embracing a pillow
But there’s something about us I want to say
Cause there’s something between us anyway
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durante gli ultimi due anni:
ti ho conosciuto,
abbiamo conversato,
ci siamo piaciuti, guardati negli occhi,
trovato similitudini, pari timidezze e risate
portato avanti il discorso online ed offline
ti vedo meno di quello che vorrei
e vorrei anche conoscerti meglio
grazie per avermi dato belle emozioni, amicizia, vicinanza, conversazione.
i nomi sul cuore sono quelli di vicini e lontani che mi hanno popolato di affinità i giorni
per il 2008 conteranno più i legami tra le persone,
l’unico modo per creare una personale classifica ove valgono i legami con le persone.
grazie di tutto: “vi amo, bastardi!”
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http://www.pm-10.net/
si chiude un anno,
si chiude il blog.
si cresce altrove, con piu’ spazio e più respiro.
grazie a tutti.
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volevo fare un contro-post sulla bella vignetta di Canemucca,ma non trovo le parole adatte.
qui per qualche giorno ce la si prenderà comoda,
statemi bene.
un bacio.
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col Theo stiamo sistemando un po di cose, tra qualche giorno si apre.
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a volte succedono cose che a botta calda ti fanno cosi male che non riesci nemmeno a pensarne.
figuriamoci poi a scriverne.
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grazie auro
una musica che mi avvolge come uno scialle caldo,
un abbraccio tenero, piccole coccole,
serenità
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una mia foto dell’università milano bicocca è stata pubblicata nella Schmap Milan Third Edition
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basta una domanda innocua, e una risposta che da bianca diventa man mano piu’ grigia, man mano piu’ scura
e il vaso si apre
lo stomaco si chiude
lo sguardo si rabbuia
il cervello si spegne
il sorriso si stinge
il vuoto che diventa dispersione
tarde notti passate a guidare puntando il muso dell’auto verso la luna, grossa e rosa che si staglia all’orizzonte
musica per riempire il tutto:
la casa vuota (CHEMICAL BROTHERS – hery boy hey girl)
la terrazza fresca sotto alle stelle (ORBITAL halcyon on and on)
il volume e’ al livello “spacca i timpani del tuo vicino di casa”
dediderare di essere altrove in tutti i sensi, cercarsi .
procedere per tentativi
avere poche inutili certezze di tulle rosa
continuare a comperare costumi da bagno in saldo – MATELOT- con l’unica scusa che mi stanno bene
continuare a respirare, continuare a volersi bene, tenere alto il livello del sogno.
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ovvero quelle cose che non vuoi fare dal profondo di te stesso
ci sono delle cose che nonho voglia di fare, ma che ormai e’ assodato che DOVRO’ fare,
e io odio fare le cose contro voglia, e quando le faccio contro voglia in genere mi vengono anche male.
oppure no,
poi prendono anche una bella piega,
ma ora io non voglio
non voglio cambaire una cosa che andava bene cosi
che mi andava bene cosi
certo il cambiamento, il divenire, parmenide, la tartaruga, l’evoluzione, che tutto deve cambiare affinche tutto resti uguale, che se non sai dove vuoi andare, inizia ad andare da qualche parte che poi l’ispirazione arriva.
e’ che ho bisogno di ferie, di silenzio, di PIU’ SOLITUDINE, di piu’ susan, di piu’ cose belle che mi riempiano gli occhi,
ecco: non lo so .
un "non lo so" come un ENORME muro bianco davanti a me, e io non so cosa farmene.
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ho appena saputo che mia mamma ha passato l’ultimo esame dell’università!
e fuori anche statistica dalle balle,
BRAVA MAMMA! )
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Stamattina sono stata al wireless summit organizzato dal sole 24 ore nella sua fantastica sede in via monte rosa – uno dei presenti l’ha definito "ma che bel palazzo" mai sentito parlare di RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP? – Ci sono stata solo questa mattina, perche’ dopo l’intervento di un sotto segretario del ministro , ci dui diro’ piu’ avanti, mi e’ venuto sonno e sono scappata.
Tornando verso la fermata del metro di Amendola fiera sono entrata inun esselunga per prendermi qualcosa da mangiare: un’insalata, uno yogurt e delle fette di ananas fresco una bottiglia d’acqua.
Scendo in metro’, mi siedo sulla panca fresca di marmo – anche oggi la temperatura e’ in un intorno di 30°, mi infilo le cuffie.
Arriva una piccola, avra’ sui 5 o 6 anni, chiede qualche monetina, poi si piazza davanti a me, al mio primo no, dice qualcosa.
Tolgo le cuffie, lei ripete, lo dice con un filo di voce cosi sottile che io non sento, lei indica il sacchetto del convegno, aperto in cui si vedono le cose che ho preso al supermercato
"vuoi l’acqua?"
scuote la testa, e indica il sacchetto
guardo nel sacchetto, "vuoi la frutta", scuote la testa per dire si, e sorride.
"va bene, hai un fazzoletto?"
scuote di nuovo la testa per dire no
Mi giro, apro la borsa estraggo un pacchetto di fazzoletti e gliene allungo unpaio assieme al contenitore dell’ananas a fette.
"grazie", ci facciamo un lungo sorriso
"ciao"
se ne e’ andata conuna cosa solo per se, e a meta’ banchina l’aveva gia aperto e la stava mangiando, con le mani.
2,50 euro non glieli avrei mai dati, ma quella frutta, almeno sara’ tutta sua.
ci si asfalta il cuore a prendere i mezzi a milano, perche’ c’e'e sempre qualcuno che chiede la carita’, o un tossico – ora quasi in via di estinzione – o due suonatori di fisarmonica, subito dopo di lei saliti a fermate diverse sulo stesso treno, nello stesso tragitto.
ma quella bimba di 5 o 6 anni mi ha fatto cosi tenerezza, conil suo filo di voce che non potevo fare altro che arrendermi.
ecco che poi servissero i servizi sociali o un po piu’ di coscienza quando si mettono al mondo i figli, e la questione razziale sul’intergrazione dei nomadi, ecco tutteo questo e’ un altra storia.
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questa estate vorrei fare un corso di vela
vengo da una adolescenza sulla tavola da windsurf
ma non ricordo piu’ nemmeno un nodo, ho vaghi ricordi di "mura a dritta", un po meno vaghi ricordi dell’andatura di bolina.
qualcuno ha consigli di scuole testate – nell’arco del mediterraneo et limitrofi , isole comprese – da consigliare?
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sono giorni densi con N cose da fare,
sono stata al mare e non ho avvertito roberto, e mi dispiace. e mi scuso e prometto che la prossima volta mi farò viva.
domenica è stata qui Mochetta e siamo andare a trovare Gioia.
Devo scrivere il mio intervento per Blog-grafie: identità narrative in rete ;
in ufficio pare che la primavera abbia colpito duramente i neuroni di tutti, in particolare mi pare di essere diventata una che pretende il dovuto e che non lo trova.
Dopo aver cambiato tutto l’armadio sono tornata indietro cercando magliette di lana.
Ma la pioggia ha lavato l’aria e non devo piu’ morire soffocata dai pioppi e dai pollini.
Lavorare da casa implica interruzioni casuali da parte di pepe che mi abbaia fino a che non gli do attenzione.
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"Strange as angels
Dancing in the deepest oceans
Twisting in the water
You’re just like a dream"
Just like heaven – the cure –
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