trovare un perchè nelle cose che ci succedono

ci sono dei momenti nella vita, in cui mi si sono imposti dei reset.
mi hanno obbligato a capire come potevo reagire, e hanno dato la possibilità a chi mi stava vicino di farmi capire che c’era.
esserci e il modo cui cui esercitare questa facoltà pare essere il grande tema di questa primavera estate, con squonk se ne parla anche in sms.
l’Esserci è una capacita che si esercita, che si impara, che si esperisce non tanto perche siamo dei muri di marmo, ma quanto perchè vogliamo esercitarcia essere migliori per coloro che ci stanno a cuore, e ci stanno vicino.

qui ci infilerei una annotazione mentale sui peccati di omissione.
io non sono molto cattolica, ma l’omissione è spesso un peccato di pigrizia dietro cui ci nascondiamo adducendo scuse del tipo: non sono il tipo, non è nelle mie corde, non me la sento.
credete forse che gli altri se la sentano? o forse gli altri si fanno nemmeno coraggio: semplicemente non si mettono a pensare cosa è o non è nelle loro corde, fanno semplicemente quello che è giusto in un momento per far capire che ci sono.

questo per dire buffamente ch quando la vita mi si resetta davanti, penso poco e faccio solo quello che si deve fare……

ps , se questo post ti urta, forse tocca un tasto dolente.

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4 Responses to trovare un perchè nelle cose che ci succedono

  1. Icekent says:

    il peccato di omissione è comodo che esista. consiste immagino nel poter dire tranquillamente la frase :’Non è stata colpa mia’, e poi andarsi a confessare.
    il peccato di omissione non è altro che la vocina della nostra coscienza, il nostro grillo parlante che nella stessa situazione dice due cose diverse a due persone diverse.
    fare quel che si deve fare, magari basta anche comprarti un’altra copia della settimana enigmistica, o passare al tabaccaio per fare una ricarica sul cellulare di un amico che non si può muovere.
    mi sa, che una regola fissa mica esiste.

  2. Laura says:

    Ci siamo viste una volta, a marzo, Biennale e lezione di Ingrid su come si fanno i calzini. Sono quella inversamente proporzionale ai quattro ferri. Sono quella che gira che queste cose la fanno restare lì. Sono quella che prega, ogni tanto. Lo faccio per un amico di mio figlio, anni venti e leucemia da due settimane. Lo farò anche per te.

  3. @Icekent non esistono regole.

    @Laura, grazie, certo che mi ricordo di te – knitting @macdonald’s – :) a presto.

  4. stefigno says:

    io Sue, ci ho provato diverse volte con i reset. qualche volta non è andata, speriamo le prossime. Nel frattempo, facciamo quello che si deve fare. Io almeno nel mio piccolo ci provo e ri-provo.

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